Un 36enne romano è stato accoltellato oggi a Napoli, nei pressi della stazione centrale di Piazza Garibaldi. Soccorso immediatamente, è stato trasportato nell’ospedale Loreto Mare e dimesso dopo due ore: secondo il personale medico, per lui solo ferite lievi all’anca e alla coscia sinistra. La prognosi è di 5 giorni. Secondo le prime ricostruzioni (non confermate però dalla Questura del capoluogo partenopeo) il giovane romano ai medici avrebbe riferito alcune parole dell’aggressore: “Questo è per Ciro”. La frase collegherebbe il gesto alle tensioni tra tifoserie del Napoli e della Roma dopo quanto accaduto il 3 maggio prima della finale di Coppa Italia tra la squadra di De Laurentiis e la Fiorentina, quando il tifoso napoletano Ciro Esposito venne ferito da un colpo di pistola. Il ragazzo è morto dopo oltre un mese e mezzo e da allora i rapporti tra ultras del Napoli e della Roma sono diventati quanto mai difficili. La polizia, però, non conferma il collegamento tra quanto accaduto a Roma e il ferimento odierno. Il 36enne, infatti, è stato dimesso, si è allontanato senza sporgere alcuna denuncia e quindi occorrerà rintracciarlo e verbalizzare la sua versione, prima di procedere ad ulteriori riscontri.

Accoltellamento e movente ultras: non è la prima volta che succede a Napoli in queste ultime settimane. Dieci giorni fa, infatti, il venticinquenne tifoso giallorosso Federico Sartucci (che lavora a Napoli come aiuto cuoco in un noto hotel) è stato accoltellato nella notte tra le vie del centro storico. Anche in questo caso l’ipotesi sul movente ‘ultras’ della vicenda è stata presa con cautela. Ma mai smentita, al pari di quanto accaduto oggi. “Mi auguro che il ragazzo ferito possa presto rimettersi e la città di Napoli possa presto tornare città dell’accoglienza nei confronti di tutti, nessuno escluso” ha detto oggi Giuseppe Esposito, senatore del Nuovo Centrodestra e vicepresidente del Copasir, il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica.  Quale che sia la spiegazione dei singoli casi, la tensione successiva alla morte di Ciro Esposito è un elemento di forte preoccupazione. Non solo in vista dei prossimi match tra Roma e Napoli, ma anche nel timore di agguati e ritorsioni che potrebbero partire sia dal mondo ‘organizzato’ degli ultras, sia da quello, ancora più arduo da monitorare, dei ‘cani sciolti’ armati di pistola o di coltello.