Bene che vada, sarà l’architrave attorno alla quale puntellare qualificazione e primo posto. Ma la vittoria dell’Uruguay contro l’Inghilterra nega all’Italia la possibilità di uscire dall’inferno di Recife con in tasca il pass per gli ottavi. Avrebbe potuto essere una serata di certezze, invece l’unica che ha accompagnato la notte di Prandelli è quella di aver ritrovato Gigi Buffon tra i pali. Resta da sfogliare la margherita in difesa tra Barzagli e Bonucci e la doppietta di Suarez complica il girone, trasformando la sfida alla Costa Rica da possibile pass per la fase successiva in novanta minuti di capitale importanza per non veder franare le fondamenta gettate contro gli inglesi.

Il girone D è un rompicapo e gli azzurri dovranno sgobbare sotto i 30 gradi attesi all’Arena Pernambuco per aggiungere mattoni importanti al cammino mondiale. E il ct giocherà un’altra partita nelle ore precedenti al fischio d’inizio. C’è da comporre la difesa, reparto chiave perché il punto di forza del 5-2-3 professato da Luis Pinto è l’attacco. Nel tridente offensivo spicca Joel Campbell, artefice della sorprendente vittoria all’esordio. Accanto al talento di proprietà dell’Arsenal si muovono Ruiz e Bolanos, mentre alle loro spalle il lavoro duro, di corsa e di fatica, spetta ai terzini che supportano gli attacchi con una spinta costante, soprattutto di Gamboa sulla destra.

Ecco quindi che i quattro davanti a Buffon diventano i protagonisti sia in chiusura che in fase di ripartenza, per provare a sorprendere i Ticos sulle fasce dove spesso si scoprono eccessivamente. Prandelli farà però affidamento su altri interpreti rispetto alla partita con l’Inghilterra. Non una nota positiva in un reparto dove anche spostare un solo uomo può scombussolare delicate alchimie. Veniamo alla conta. Se Barzagli dà forfait, l’Italia scenderà in campo con due soli protagonisti dell’esordio e schierati in ruoli diversi: Chiellini torna al centro, mentre Darmian – occhio al suo duello con Gamboa, può essere una chiave – si sposta da destra a sinistra. Al suo posto il tecnico di Orzinuovi ripesca Abate, si spera rivitalizzato in azzurro dopo una stagione difficile al Milan.

Dalla tenuta della prima linea, rinforzata da De Rossi, dipende quella delle fondamenta costruite nella notte di Manaus. Poi alzare Palazzo Italia con vista sugli ottavi sarà compito dell’architetto Pirlo, questa volta accompagnato da Thiago Motta, preferito all’altro parigino Verratti. Il resto dell’undici è collaudato ma dovrà garantire ancora maggiore spinta offensiva per distrarre i tre centrali di Pinto dalle cure del solo Balotelli. Candreva e Marchisio sono chiamati a proporsi con maggiore insistenza, SuperMario dovrà essere bravo nel duplice ruolo di cacciatore d’area e sminatore per aprire varchi alle incursioni dei centrocampisti più avanzati. E tra gli “avversari” potrebbe esserci anche il clima. Gli azzurri sono tornati a chiedere i time out. Questa volta, dopo i ripetuti appelli di Prandelli, è stato il capitano Giorgio Chiellini a fare “pressing” sul delegato della Fifa presente agli allenamenti per poter far applicare le due pause da 3 minuti. 

Parola al campo, poi bisognerà prendere in mano la calcolatrice. Se una tra Italia e Costa Rica vince, nessuna squadra del quartetto sarà matematicamente fuori, neanche l’Inghilterra. Le combinazioni possibili e l’attuale situazione gol fatti/subiti però dicono già che una vittoria darebbe alla nazionale altissime chance di qualificazione. Se con un risultato rotondo, anche di primo posto a meno di clamorosi crolli contro l’Uruguay e contestuale goleada del Costa Rica contro l’Inghilterra. Suarez ha mandato all’aria i piani di Prandelli e lo costringerà a rispolverare la matematica dopo il fischio finale, ma oggi l’Italia ha comunque l’occasione per mettere lo spumante in frigo. Ed essere quasi certa di dover solo aspettare quattro giorni prima di brindare.

Lo speciale mondiali de ilfattoquotidiano.it

Twitter: @AndreaTundo1