Marcello Dell’Utri è rientrato in Italia. Dopo la firma del presidente libanese Michel Suleiman e terminate le procedure di estradizione, l’ex senatore di Forza Italia è stato rimpatriato da Beirut a bordo del volo Alitalia AZ 827 ed è atterrato alle 6.45 a Fiumicino. Viaggiava insieme a lui la figlia, Chiara. In aereo era presente anche un medicio della polizia. È accompagnato da agenti dell’Interpol e, affidato alla Polizia penitenziaria, sarà trasferito al carcere di Parma. La struttura è tra le più attrezzate dal punto di vista sanitario, e potrà rispondere quindi anche alle esigenze mediche del senatore appena estradato. L’ex senatore di Forza Italia sarà accolto nella struttura medica interna al carcere e non nel reparto detenuti dell’ospedale Maggiore di Parma, anche se quest’ultima struttura potrebbe essere preallertata in qualsiasi momento in caso di peggioramento delle condizioni del detenuto. Nello stesso reparto in passato era stato ospitato Bernardo Provenzano, poi trasferito a Milano, ora vi sono detenuto Totò Riina e il boss dei Casalesi Francesco Schiavone detto Sandokan. 

In esecuzione di un provvedimento della Procura Generale di Palermo, la Dia – secondo quanto apprende l’Ansa – ha sequestrato a Marcello Dell’Utri, all’aeroporto di Fiumicino, 25 mila euro, alcuni telefoni cellulari, carte di credito e alcune agende. Sono stati anche perquisiti i suoi bagagli.

Negli uffici della Polaria di Fiumicino ufficiali e funzionari della Dia giunti da Palermo gli hanno notificato l’ordinanza di esecuzione della pena a 7 anni di reclusione. Il provvedimento era stato emesso dalla Procura generale di Palermo subito dopo la sentenza del 9 maggio scorso della Cassazione, con la quale è diventata definitiva la condanna dell’ex senatore per concorso esterno in associazione mafiosa. Il suo avvocato Giuseppe De Peri ha detto: “Dell’Utri accoglie l’estradizione positivamente perché ha spinto da due mesi per tornare in Italia“. 

Video di Sandra Amurri

All’aeroporto di Fiumicino è scattata una vera e propria ‘operazione riservatezza’. Per il momento niente immagini e tanto meno filmati per i fotoreporter che lo attendevano nello scalo aereo della Capitale, anche se sullo stesso volo hanno viaggiato alcuni giornalisti della carta stampata. Ancora a bordo dell’aereo dell’Alitalia, Dell’Utri è stato preso in consegna da funzionari ed agenti della Polizia di frontiera e accompagnato in uno degli uffici della Polaria per le incombenze burocratiche di rito: dalla foto di segnalamento, alla notifica dell’ordine di arresto emesso il 7 aprile, dalla Corte d’appello di Palermo dopo la condanna a 7 anni in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, alla conferma della sentenza da parte della Corte di Cassazione.

A quanto si è appreso, Dell’Utri appariva “abbastanza provato”, ma ha camminato senza problemi nel breve percorso all’interno dell’aeroporto. “Abbiamo provato a parlare con lui durante il volo – ha detto una giornalista che ha viaggiato sullo stesso aereo di Dell’Utri – ma siamo stati sempre bloccati. Siamo riusciti solo ad ottenere alcuni sorrisi e la battuta: “Sono stanco“. La figlia Chiara ha viaggiato a circa metà dell’aereo, aveva un turbante e ha utilizzato all’inizio un velo verde per coprirsi. Ha cercato di parlare in qualche modo con il padre, qualche parolina, qualche segno, poi tornava in fondo all’aereo. Quelli che lanciava ci sono parsi saluti”.

“Rimango in attesa di conoscere il luogo di destinazione di Marcello Dell’Utri e che vengano terminate le formalizzazioni di ingresso in modo da poterlo tempestivamente incontrare” ha detto il legale di Dell’Utri, l’avvocato Giuseppe Di Peri. Che questa mattina è al bunker del carcere Ucciardone di Palermo per l’udienza del processo per la trattativa Stato-mafia. L’avvocato volerà a Roma questa sera per potere incontrare il suo assistito.