A tre mesi dalla fuga in Libano Marcello Dell’Utri torna in Italia. L’ex senatore di Forza Italia, condannato a 7 anni dalla Cassazione per concorso esterno alla mafia, sarà consegnato all’autorità italiane domani all’aeroporto internazionale Rafiq Hariri a Beirut.

È la stampa libanese che riporta la notizia citando fonti giudiziarie libanesi, secondo le quali “le procedure dell’estradizione sia in termini legali che logistici sono state completate”. Secondo i media libanesi, le autorità italiane hanno confermato l’arrivo domani a Beirut di una delegazione per prelevare il cofondatore di Forza Italia, detenuto in ospedale, e riportarlo in Italia . Il ricovero di Dell’Utri, che ha 73 anni e in passato è stato sottoposto a interventi chirurgici al cuore, era stato disposto dal procuratore generale presso la Corte di Cassazione sulla base di un referto stilato da un cardiologo. Il 24 maggio scorso il presidente della Repubblica aveva firmato l’estradizione, ma la consegna del condannato sembrava essersi allontanata. L’ex senatore, accompagnato da agenti dell’Interpol, dovrebbe arrivare a Fiumicino intorno alle 7 di venerdì con un volo dell’Alitalia. Dell’Utri era stato rintracciato e arrestato nella capitale libanese dopo essersi allontanato dall’Italia in prossimità del verdetto definitivo. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva avviato immediatamente tutte le procedure per la richiesta di estradizione, ma la traduzione – in francese e arabo – aveva comunque portato via tempo. 

La storia giudiziaria dell’amico ed ex braccio destro di Silvio Berlusconi era cominciata in un anno simbolo: è il 1994, data che segna la prima scalata al potere di Forza Italia, quando la procura di Palermo aveva già raccolto testimonianze di diversi pentiti, iniziando a indagare sui rapporti tra l’ex senatore, Cosa Nostra e Berlusconi. Rapporti che vedono Dell’Utri fare da intermediario già dal 1974 tra i padrini palermitani e l’amico Silvio (leggi le motivazione della corte d’Appello), all’epoca giovane imprenditore bisogno di finanziamenti e protezione. È proprio per questo che ad Arcore viene spedito Vittorio Mangano, ufficialmente stalliere di Villa San Martino, in realtà boss della famiglia palermitana di Porta Nuova. La Cassazione poi ha riconosciuto questo rapporto di mediazione spostando molto più avanti le lancette dell’orologio, ma condannando in via definitiva a 7 anni l’ex senatore. Le motivazioni della Suprema corte non sono state ancora depositate.

“Se la notizia è fondata, sarà accolta con favore dal dottore Dell’Utri che da oltre due mesi formula continue richieste sia all’autorità giudiziaria libanese sia a quella italiana di un tempestivo suo rientro in Italia” dice l’avvocato Giuseppe Di Peri. “Peraltro proprio per consentire un immediato rientro nel proprio paese, Del’Utri ha altresì rinunciato a ogni forma di assistenza medica durante il trasferimento aereo”.