Un Blitz della Digos di Torino ha portato all’arresto di una ventina di anarchici per una serie di episodi, la maggior parte dei quali legati alle proteste contro gli sfratti compiuti tra il settembre 2012 e il gennaio 2014 per impedire il recupero di immobili occupati abusivamente. Tra i fermati ci sono esponenti molto noti alle forze dell’ordine. L’operazione è scattata alle 4 di martedì (3 maggio) in più luoghi, tra cui l’Asilo occupato di via Alessandria a Torino, dove vivono anarchici con vari precedenti penali. Qui sono scattate le prime perquisizioni.

L’operazione di oggi segue un’inchiesta durata mesi svolta dalla Digos e coordinata in procura dal pm Antonio Rinaudo. Gli arresti sono stati ordinati dal gip di Torino. Le ipotesi di reato sono relative a episodi commessi dal settembre 2012 al gennaio 2014, quasi sempre in occasione di sfratti. Tra i principali reati contestati danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata, sequestro di persona ed invasione di terreni ed edifici.

Al centro sociale anarchico all’Asilo di via Alessandria, occupato dal 1995 e luogo di ritrovo di alcuni arrestati, cinque antagonisti, due dei quali dovevano essere colpiti dalle misure cautelari, all’arrivo delle forze dell’ordine sono saliti sul tetto, scendendo solo dopo una lunga trattativa con gli agenti. L’operazione è condotta da polizia e carabinieri. 

Coinvolti nell’operazione della Digos anche Niccolò Blasi, Claudio Alberto e Chiara Zenobi, già in carcere con l’accusa di terrorismo per un assalto al cantiere Tav di ChiomonteBlasi e Alberto sono stati raggiunti dalla misura cautelare del carcere, mentre per la Zenobi sono stati disposti gli arresti domiciliari. I tre sono in carcere dallo scorso dicembre perché ritenuti responsabili dell’attentato al cantiere Tav di Chiomonte avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 maggio dello scorso anno.

Nell’ambito dell’operazione, la polizia ha eseguito in tutto nove misure di custodia cautelare in carcere, quattro misure cautelari agli arresti domiciliari, tre divieti di dimora sul territorio del comune di Torino (due delle quali eseguite dalla Digos di Milano e di Roma), un obbligo di dimora nel Comune di residenza (eseguita dalla Digos di Trento) e una obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria eseguita dalla Digos di Modena. Gli arrestati saranno trasferiti nelle carceri del Piemonte e della Valle d’Aosta.