Quattro morti, tra cui una coppia di turisti israeliani: è questo l’epilogo della sparatoria avvenuta sabato 24 maggio dentro il museo ebraico di Bruxelles, vicino a Place Sablon, nel centro della capitale belga (guarda il video). Il ministro dell’Interno, Joelle Milquet, non ha dubbi sul movente dell’attacco che avviene alla vigilia delle elezioni europee e politiche: “Tutto lascia pensare a un attentato antisemita“. Poco dopo la sparatoria un sospetto è stato fermato e interrogato dalla polizia, che lo ha rilasciato, considerandolo, comunque, un testimone chiave. Intanto, in tutto il Belgio, dove da domenica mattina alle 8 i seggi sono stati aperti per le consultazioni, l’Organo di coordinamento per l’analisi del rischio ha alzato il livello per l’allerta terrorismo, portandolo a “molto grave”.

La dinamica dell’attentato non è ancora stata chiarita del tutto. In un primo momento si è pensato che ad agire fossero stati due uomini, ma la polizia pensa che ad entrare in azione sia stato un solo killer, immortalato dalle telecamere del museo mentre spara. Secondo gli investigatori, intorno alle 15 e 50, un’Audi nera con a bordo un uomo ha parcheggiato in doppia fila all’altezza del museo ebraico, in Rue des Minimes. Dall’auto è sceso il conducente che, dopo aver poggiato a terra due zainetti, è entrato nell’edificio e ha cominciato a sparare, risalendo poi sul mezzo per fuggire. Le vittime sono due donne e un uomo, colpiti al viso e alla gola. Il portavoce del ministero israeliano degli Affari Esteri ha dichiarato che, tra i morti, c’è “una coppia di israeliani sui 50 anni di Tel Aviv a Bruxelles per turismo”. Mentre un altro uomo, ferito gravemente durante la sparatoria di sabato, è morto nel primo pomeriggio di domenica 25 maggio. Si tratta di un giovane belga di 25 anni, impiegato del museo. Il ragazzo è morto all’ospedale Saint Pierre, dove era stato ricoverato. Lo scrive l’online del quotidiano Le Soir.

La polizia è sulle tracce del killer, che finora sembra scomparso nel nulla. Un testimone sarebbe riuscito a vedere la targa dell’Audi usata dagli assalitori. Un dettaglio prezioso per gli investigatori che si sono messi subito alla ricerca dell’assassino. In serata l’auto sarebbe stata ritrovata alla periferia di Bruxelles. E dalla Procura è arrivata la conferma che una persona è stata fermata come “sospetta”. Ma dopo una notte di interrogatori, l’uomo, la cui vettura era stata vista partire subito dopo la sparatoria, è passato allo status di testimone. Gli investigatori continuano a setacciare i filmati delle telecamere presenti in zona, nella speranza di trovare un indizio decisivo. 


(video di Alessio Pisanò)

Testimone dell’attacco è stato il ministro degli Esteri belga, Didier Reynders, che si trovava sul posto al momento della sparatoria. Reynders ha raccontato di “aver sentito i colpi d’arma da fuoco. Mi sono precipitato sul luogo e ho visto i corpi in terra” ha detto. Il presidente del concistoro ebraico belga, Julien Klener, ha riferito che “non si sono state minacce recenti al museo ebraico”. 

“C’è stata una liberalizzazione del verbo antisemita. Questo è l’inevitabile risultato di un clima che distilla l’odio”. Lo ha dichiarato subito dopo l’attentato al quotidiano ‘Le Soir’ il presidente della Lega belga contro l’antisemitismo (Lbca), Joel Rubinfeld, aggiungendo che la sparatoria “purtroppo doveva succedere”. “E’ un atto terroristico – ha aggiunto – l’assassino è deliberatamente entrato in un museo ebraico”. Da Israele, il presidente Shimon Peres ha chiesto ai leader europei a scendere in campo contro ogni forma di antisemitismo: “Dobbiamo agire senza esitazione. I leader europei devono guidare la lotta contro questo fenomeno che sta alzando la testa in tutto il continente”.

Anche dall’Italia sono arrivate dure condanne per quanto avvenuto a Bruxelles. “E’ inaccettabile che una simile barbarie avvenga nel cuore dell’Europa in un momento così delicato per il nostro progetto comune”, ha commentato il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto per condannare l’attentato: “L’antisemitismo è sempre in agguato e torna a manifestarsi nei momenti di maggior confusione e tensione nell’opinione pubblica. Quel che è accaduto a Bruxelles ci richiama alla necessità di tenere sempre alta la guardia, di essere pronti a stroncare ogni rigurgito di antisemitismo”.