“Questa violenza verbale nell’antimafia è una ferita profonda, non ci si può dividere. Stiamo facendo dei grandi regali ai mafiosi e a chi ha scelto l’illegalità. È il noi che vince. Non voglio più sentire parlare di antimafia. Essere contro le mafie dovrebbe essere un fatto di coscienza, non una carta di identità”. Un messaggio forte quello lanciato da Don Ciotti, che nel giorno del 22° anniversario della strage di Capaci entra nel merito delle polemiche che in tempi recenti hanno diviso il fronte antimafia, coinvolgendo anche l’associazione ‘Libera’ e il suo fondatore.  

Anche Antonio Ingroia , che da magistrato ha avviato l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, contestata tra gli altri dal candidato Pd alle europee Giovanni Fiandaca, è entrato nel merito: “L’antimafia o è intransigente o non è antimafia. Chi parla di ripensamento del concetto rischia di trasformarla in revisionismo, quando non addirittura in negazionismo, che arriva fino al punto di legittimare la trattativa tra la mafia e lo stato. Dunque, serve soprattutto sconfiggere una politica di convivenza con la criminalità organizzata che, purtroppo, ancora oggi rimane prevalente”. 

Nel giorno delle celebrazioni è intervenuto anche Giorgio Napolitano, con un messaggio alla fondazione Falcone, in cui sottolinea che la “penetrazione delle associazioni criminali nel mondo degli affari e dell’imprenditoria” è un “fenomeno preoccupante”. Il presidente della Repubblica auspica “il coinvolgimento delle forze sane della società” per “contrastare ogni forma di condizionamento” della mafia sull’economia. 

“Per contrastare tale pervasiva presenza e fuorviante influenza, è indispensabile – scrive il capo dello Stato – il coinvolgimento delle forze sane della società e, in specie, delle giovani generazioni affinché acquisiscano piena consapevolezza dell’assoluta necessità di contrastare ogni forma di condizionamento, di subdola insinuazione e di aperta sopraffazione criminale. L’esempio di dirittura morale e di impegno coraggioso fino all’estremo sacrificio di Giovanni Falcone è stato e continua a essere fondamentale stimolo a resistere alle intimidazioni della mafia e a diffondere una rinnovata fiducia nello stato di diritto”.

Alla cerimonia di intitolazione che si è tenuta nell’atrio della facoltà di Giurisprudenza di Palermo in occasione del 22esimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio era presente anche il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha dichiarato: “Qui si è formata tanta classe dirigente e tanta ancora se ne formerà. E’ questo il tributo che questa facoltà dà al nostro paese. Purtroppo non possiamo restituire alle vittime i loro morti ma possiamo impegnarci a cambiare la società attraverso la formazione di una nuova classe dirigente per un futuro migliore”.

A Palermo c’era anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha riservato un pensiero anche per i tre agenti morti nella strage di Capaci: “Oggi è il giorno della memoria per Giovanni Falcone e Francesco Morvillo, ma per Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo non si può parlare di ‘agenti della scorta’ genericamente. Sono tre drammi e tre lutti, tre famiglie che hanno pianto. Ecco il motivo per cui vogliamo ricordare insieme a loro tutti i poliziotti che hanno lasciato il loro sangue per le strade, per difendere la sicurezza e la libertà dei cittdini”. 

Questa mattina al porto di Palermo è arrivata la nave della Legalità con a bordo 1500 ragazzi salpati ieri sera da Civitavecchia per ricordare Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti di scorta uccisi. Tremila gli studenti che li hanno accolti al porto di Palermo insieme a Pif e Maria Falcone, presidente della fondazione Falcone.

“Il 23 maggio – ha detto la sorella del giudice – deve essere il giorno della riscossa contro la mafia“. Sulla nave c’erano il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, il presidente della commissione nazionale antimafia Rosi Bindi, il presidente della Corte dei Conti Squitieri, il procuratore nazionale antimafia Roberti, il procuratore di Catania Salvi, il vicepresidente di Confindustria Ivanhoe Lo Bello e il presidente Rai Anna Maria Tarantola. A Palermo è arrivata anche una delegazione di studenti americani provenienti da New York e Washington. Insieme ad alcuni loro colleghi italiani andranno nell’aula bunker dell’Ucciardone per assistere al momento istituzionale della manifestazione che si svolge sotto l’alto patronato della presidenza della repubblica e con il patrocinio del Senato.

“Voglio ringraziare tutti i partecipanti, ma in particolare voglio ringraziare il presidente della Repubblica che ieri è andato a salutarvi al porto di Civitavecchia – ha detto Maria Falcone – Al presidente della Repubblica vorrei dire – ha aggiunto – quello che alcuni anni fa mi disse il direttore della Fbi Louis Freeh: ‘Giovanni Falcone rappresenta la personificazione del senso dello Stato’. Ecco, Napolitano rappresenta oggi per noi la personificazione dello Stato”.