Ha sbandato nuovamente questa mattina il cassone S13, il primo montato sul lato di dritta della Costa Concordia e che ieri aveva ceduto. Per questo era stato stabilizzato con cavi di acciaio fissati alla gru della piattaforma Conquest. Poi si è verificata una nuova inclinazione, preceduta da un forte boato. Ora il cassone è visibilmente inclinato con un lato che è affiorato sopra il livello dell’acqua. 

Il primo cassone per il rigalleggiamento del relitto era stato installato tra il 26 e il 28 aprile con un’operazione di carpenteria subacquea e fino al 7 maggio aveva retto. Il cedimento – in due momenti successivi, due crolli a breve distanza di tempo – è avvenuto verso le 17.30. Nessun sub si trovava vicino, così non ci sono stati feriti nel cantiere all’isola del Giglio.

Il consorzio Titan Micoperi ha spiegato che nella “fase di messa a punto dei cassoni installati, si è verificato uno spostamento dell’acqua di zavorra all’interno, che ha causato uno sbandamento del cassone S13”, senza che si verificassero “danni al relitto, al cassone adiacente né ai respingenti”.

Fino al giorno del cedimento c’era soddisfazione per la ripresa dei lavori, grazie all’autorizzazione “piena” che l’Osservatorio di monitoraggio della Concordia aveva dato al consorzio affinché potesse  procedere con l’installazione di tutti i cassoni di dritta che ancora mancano: 12 su questo lato (tre ci sono già, compreso, appunto, quello danneggiato), mentre quattro sono i mancanti sul lato sinistro e per questi servirà un’altra approvazione.