Il Cremlino fa sapere di non essere più in grado di controllare i filorussi nell’est e nel sud dell’Ucraina, ammettendo così di averlo fatto, almeno finora. L’ammissione, guarda caso, avviene il giorno dopo la strage di Odessa – probabilmente perpetrata da russi e uomini provenienti dalla vicina Transnistria – e nuovi combattimenti nell’area di Sloviansk, dove sarebbero morti 10 filorussi e due elicotteristi di Kiev. Ma i numeri non sono attendibili, come tutto il resto, perché forniti dai dipartimenti di comunicazione, leggasi di propaganda, di Kiev e di Mosca. Mentre gli osservatori dell’Osce sequestrati la settimana scorsa venivano rilasciati, “perché la situazione sul territorio è diventata troppo pericolosa”, ha affermato senza ironia l’autoproclamato sindaco di Sloviansk , che li aveva fatti rapire, altri palazzi pubblici di Donetsk sono stati occupati dai separatisti.

A difendere questi palazzi e l’integrità del territorio ucraino ci sono anche soldati che parlano perfettamente italiano. Come il militare che è stato ripreso in un video mentre spiega “che tanti dicono che siamo fascisti, ma noi siamo solo dei patrioti e difendiamo i nostri confini”. La lingua italiana parlata fluentemente e quasi senza accento dal giovane soldato, ha sollevato interrogativi sulla presenza di mercenari italiani pagati da Kiev. Ma il soldato è un ucraino che vive e lavora da 12 anni in Italia, tornato in patria a causa dell’aggravarsi della situazione. Del resto, subito dopo il Canada, l’Italia è la seconda meta della diaspora ucraina. Per questioni economiche, ma a breve si dovrà affrontare anche il problema dei profughi, se dovesse scoppiare una vera e propria guerra civile. Intanto i disordini che stanno montando anche nel sud del Paese, fanno doppiamente comodo al regime di Putin, dato che, se venisse proclamato lo stato di emergenza, salterebbero le elezioni previste per il 25 maggio. A quel punto il governo a interim di Kiev, considerato golpista da Mosca, rimarrebbe in carica, dando la possibilità a Mosca di continuare a dire che, per l’appunto, è illegale.

da Il Fatto Quotidiano del 4 maggio 2014