“Duri combattimenti” a Sloviansk, roccaforte della rivolta separatista filorussa. “Un gruppo di estremisti armati – si legge nella nota – ha attaccato i militari ucraini della 95esima brigata. Due soldati sono morti”. E’ di almeno 3 morti, oltre a diversi feriti, il bilancio degli scontri nella città ucraina nella parte orientale del Paese, teatro dall’alba di un’offensiva delle forze di Kiev. Si tratta del primo grande assalto lanciato dal governo contro i filorussi. Trentuno persone invece hanno perso la vita in un incendio scoppiato nella città ucraina di Odessa e legato ai disordini tra manifestanti filo russi e sostenitori del governo di Kiev. Mosca ha chiesto all’Osce stessa di prendere misure per fermare “l’operazione punitiva” delle autorità di Kiev, definita da Vladimir Putin “un’azione criminale” che di fatto “uccide le ultime speranze di mantenere in vita gli accordi di Ginevra“, cioè l’intesa raggiunta lo scorso 17 aprile da Usa, Russia e Ue con l’obiettivo di far calare la tensione nel Paese. “L’Ucraina non può essere considerata un’appendice, un’estensione della Russia”, ha detto il presidente americano, Barack Obama, richiamando il presidente russo, Vladimir Putin, a non contrastare le elezioni del 25 maggio e a non ostacolare le decisioni di un governo di Kiev democraticamente eletto. Siamo pronti a nuovi passi se la Russia continua con la sua invasione”. Preoccupazioni anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel: “Se la situazione in Ucraina non si stabilizza nuove sanzioni contro la Russia saranno inevitabili”. 

Il ministero della Difesa ucraino ha dato notizia dell’abbattimento con missili terra-aria di due elicotteri d’assalto Mi-24 dell’aeronautica di Kiev, della morte di due membri dell’equipaggio e di un numero imprecisato di soldati rimasti feriti. Un terzo velivolo, un elicottero da trasporto Mi-8, è stato colpito ma sarebbe riuscito a mettersi in salvo senza riportare danni gravi. Secondo il Servizio di sicurezza di Stato di Kiev un pilota è stato inoltre preso in ostaggio. I separatisti filorussi che controllano la città hanno invece comunicato la morte di un attivista e il ferimento di un altro nel corso di un attacco delle forze governative contro i posti di blocco fuori Sloviansk. Il ministro dell’Interno Arsen Avakov ha dato conferma del raid via Facebook scrivendo che la città (160 chilometri a ovest della Russia) è circondata e chiedendo agli abitanti di tenersi lontani dalle strade.

A Sloviansk, intanto, sono ancora trattenuti dai separatisti i sette osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) rapiti nei giorni scorsi. Il Cremlino aveva mandato nel sudest dell’Ucraina un suo inviato, Vladimir Lukin, per negoziare il rilascio, ma ha fatto sapere di aver perso i contatti con lui dopo l’inizio del blitz. Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha detto: “Siamo estremamente preoccupati non solo dal fatto che non riusciamo ad entrare in contatto con Lukin, ma anche dal fatto che giornalisti russi e stranieri stanno nella zona dell’ operazione punitiva”. 

L’1 maggio il presidente russo, Vladimir Putin, aveva detto che Kiev dovrebbe ritirare l’esercito dalle regioni nell’est e nel sud dell’Ucraina. Poco dopo il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turchynov, ha annunciato la reintroduzione del servizio militare obbligatorio per gli uomini di età compresa fra 18 e 25 annni. Turchynov ha spiegato la decisione dicendo che è stata presa alla luce delle “minacce di violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina e delle interferenze da parte della Russia negli affari interni dell’Ucraina”. La coscrizione era stata eliminata dallo stesso Turchynov alla fine dello scorso anno e l’Ucraina era passata a un esercito interamente su base volontaria. Questa settimana il presidente ad interim aveva affermato che polizia e forze di sicurezza sono state effettivamente “incapaci” contro gli insorti nelle regioni di Donetsk e Luhansk, cuore della rivolta contro Kiev.