Sfiduciato il governo liberale in Romania: i socialisti votano con le opposizioni. nazionalisti in vantaggio nei sondaggi
Non è durato nemmeno un anno il governo rumeno sostenuto da liberali e socialisti. Un matrimonio nato per arginare, così come successo anche per le burrascose elezioni Presidenziali del 2024-2025, la sempre più evidente avanzata della formazione eurocritica Alleanza per l’Unione dei Rumeni (Aur) che oggi spera in una nuova opportunità di guidare il governo di Bucarest, dopo che quello guidato dal liberale Ilie Bolojan è stato sfiduciato dal Parlamento con l’approvazione di una mozione di censura con ben 281 voti sui 233 che erano necessari.
Decisivo il voltafaccia degli alleati del Partito Social Democratico (Psd) che hanno votato compatti con le opposizioni per mettere fine a questa esperienza di governo, dopo gli scontri delle ultime settimane, in special modo sulle riforme economiche, che avevano portato anche al ritiro dei ministri del Psd. Le opposizioni hanno accusato il governo di aver aggravato la situazione economica, citando inflazione, rallentamento della crescita e riduzione del potere d’acquisto. Il premier ha definito la mozione “cinica e artificiale”, rivendicando le misure adottate.
Adesso, mentre l’esecutivo rimane in carica per gli affari correnti, si dovrà decidere se andare avanti con un governo di minoranza, col rischio di una prolungata impasse politica, o tornare presto al voto, con gli ultimi sondaggi che danno proprio Aur in netto vantaggio sulle formazioni più moderate, con un tasso di consenso intorno al 34%, i Social Democratici al 23% e i liberali al 18%. Il problema per la formazione nazionalista sarà trovare partiti pronti ad allearsi per raggiungere la maggioranza dei seggi in Parlamento. Ma stavolta, stando almeno alle rilevazioni, rispetto alle passate elezioni il bacino di consensi dal quale attingere è molto più ampio.
Intanto, in Europa era già iniziata la resa dei conti tra ex alleati. L’eurodeputato rumeno del Ppe, Siegfreid Muresan, in vista del voto aveva dichiarato che “la mozione di censura è stata redatta e presentata in stretta collaborazione dal Partito Socialista insieme al partito estremista antieuropeo Aur. Se questa cooperazione antieuropea otterrà domani la maggioranza, la formazione di un nuovo governo diventerà una loro responsabilità”. E ha poi voluto ricordare che “l’Aur è il partito che ha presentato ingiustificatamente una mozione di censura contro la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. All’epoca, nemmeno la loro stessa famiglia politica al Parlamento europeo, Ecr, aveva sostenuto pienamente la mozione”, evidenziando che con questa azione “stanno tentando di destabilizzare la Romania“.
I Socialisti in Ue, però, sostengono di agire con obiettivi opposti a quelli che vengono loro attribuiti dai Popolari. Il gruppo S&D auspica “la rapida formazione di un governo credibile e filoeuropeo, guidato da una nuova leadership in grado di ristabilire la fiducia, garantire una governance efficace e realizzare le riforme di cui la popolazione ha bisogno”.