Il leader del Movimento Cinque Stelle entra in sala avvolto nella bandiera dell’Unione Europea, quasi come se fosse un fantasma, gridando a squarcia gola “Sono l’Euro, uno spettro che si aggira per l’Europa”, accompagnato al suo ingresso dal preludio di Te Deum di Marc-Antoine Charpentier e dall’applauso del pubblico. Sullo sfondo un video con l’animazione della mappa politica del vecchio continente e la cronistoria dei cambiamenti dalle origini fino ai giorni nostri. Grillo parte nuovamente da Catania e quindi dalla Sicilia, la terra che alle ultime elezioni regionali ha consegnato al movimento quasi 300mila voti rendendolo la prima forza politica dell’isola. Lo spettacolo teatrale “Te la do io l’Europa”, con prezzi che oscillavano dai 20 ai 30 euro, sembra in realtà un vero e proprio comizio nella quale vengono fatti chiari riferimenti alla prossima tornata elettorale europea. “Alle ultime elezioni 220 milioni d’italiani non hanno votato, il primo partito è quello del non voto”, per questo Grillo invoglia gli attivisti ad essere più partecipi, soprattutto perché proprio a Bruxelles si prendono le decisioni tanto care agli italiani. “Noi andremo lì, tratteremo con loro, e se non accettano le nostre condizioni, facciamo un referendum e usciamo dall’euro”. La moneta unica è il chiodo fisso del comico: “Da quando c’è l’euro il Pil è diminuito, ci siamo indebitati, siamo falliti nel 2011, e ci siamo salvati vendendo il nostro debito alle banche tedesche”. 

“A maggio possiamo cacciarli via, la rivoluzione è già iniziata, l’altro giorno mi sono collegato ed ho votato i miei candidati”: Grillo si è soffermato per qualche momento a spiegare la procedura di votazione che ogni attivista può fare registrandosi al blog. “Sono entrato nel sito, ho inserito la mia circoscrizione, c’erano 127 nomi, forse un po’ troppi, quindi ho selezionato tre categorie: under 35, donna e professionista. E’ apparsa una rosa di 12 nomi, ho controllato la foto del profilo, il curriculum e il video di presentazione e poi ho votato, in tutto ho impiegato dieci minuti”.

Ma il nodo principale è legato al rischio di infiltrazioni all’interno del movimento che potrebbe provocare nuove emorragie e spaccature, come già successo in questi mesi tra Camera e Senato, per questo il leader pentastellato ha varato una clausola di 250mila euro, difficilmente applicabile poiché in contrasto con l’attuale articolo 67 della Costituzione, per coloro che non rispetteranno il programma del movimento: “Voglio il vincolo di mandato – esclama tra gli applausi dei presenti – chi mi ha votato può eleggermi e mandarmi via, come avviene in America, chi non rispetta i patti e il programma va via!”

Nel cuore dello spettacolo, viene proiettato un manifesto stilato in 7 punti che racchiude i punti chiave della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle: il referendum per la permanenza nell’euro, l’abolizione del fiscal compact e degli Eurobond, l’alleanza tra i paesi mediterranei per una politica comune, l’investimento nelle energie rinnovabili, il finanziamento per attività agricole e di allevamento finalizzate alla produzione intera e infine l’abolizione del pareggio di bilancio.

Inevitabile l’attacco al presidente del Consiglio Matteo Renzi, etichettato più volte nel corso dello spettacolo con l’appellativo di “ebetino”, il comico racconto i retroscena del loro incontro nel giorno delle consultazioni: “Ero andato ad incontrarlo con una grande apertura, volevo ascoltarlo e confrontarmi, lui mi ha subito detto ‘non ho bisogno della tua fiducia, ascolta solo quello che voglio dirti’, mi ha fatto incazzare perché non mi ha fatto parlare – il tono della voce si alza e tra gli applausi scroscianti del pubblico aggiunge – l’ebetino mi dice tu devi stare a sentire. Io rappresento 9 milioni di persone, lui non rappresenta nessuno”, con il chiaro riferimento all’avvicendamento con Letta senza passare dalle urne.

Grillo poi colpisce nuovamente quando spiega che i tre veri antagonisti di Renzi sono “la democrazia, l’onestà e l’intelligenza”, attaccando per l’ennesima il grande inciucio tra Pd e Pdl: “L’ebetino ha fatto la legge elettorale con il nano, che si sta decomponendo, una legge con uno che non può nemmeno votare”. In mezzo tanti vecchi e nuovi cavalli di battagli del comico genovese, dalla vicenda Parmalat, Telecom, passando per il caso della Montepaschi e le stoccate a De Benedetti e i suoi giornali fino alla Boldrini e al questore della Camera D’Ambruoso. Uno spettacolo che, nonostante il cambio di location (si è passati dal PalaCatania al più piccolo teatro Metropolitan), sembra comunque aver soddisfatto gli spettatori paganti. Ne è valso il prezzo del biglietto.

di Saul Caia e Dario De Luca