Il primo ministro francese Jean Marc Ayrault cede il posto a Manuel Valls. “Gli ho affidato il compito di guidare il governo della Francia. Ne ha le qualità”, ha detto il presidente della Repubblica Francois Hollande in una conferenza stampa serale mettendo a tacere le indiscrezioni che per tutto il giorno avevano indicato l’ex ministro dell’Interno come successore di Ayrault. La decisione arriva dopo il pessimo risultato alle elezioni amministrative del partito socialista, sia al primo turno che al ballottaggio

François Hollande ha deciso di procedere con il rimpasto dopo le numerose pressioni a causa della sconfitta politica. Il Partito socialista infatti ha perso in 151 città con più di 10mila abitanti e ha visto passare a destra numerose metropoli con più di 100mila abitanti come Amiens, Angers, Saint-Etienne, Reims e Tolosa. Senza contare i centri conquistati dall’estrema destra di Marine Le Pen: il Fronte nazionale ha vinto la corsa a sindaco in 12 città e ha ottenuto 1.546 seggi nei consigli comunali di tutto il Paese.

Manuel Valls è stato sindaco della città di Evry. Da quasi sconosciuto nel 2011 ha partecipato alle primarie per scegliere il candidato presidente della Repubblica dei socialisti: ha ottenuto in quel caso il 5,63% dei voti arrivando penultimo. Nel giro di pochi anni però, la sua carriera ha scalato gradi e posizioni, fino all’apice del ministero dell’Interno. A renderlo veramente famoso però, sono state le dichiarazioni razziste nell’estate 2013 quando aveva dichiarato che “solo una parte della popolazione rom vuole integrarsi” e soprattutto la vicenda dell’espulsione di Leonarda (ragazzina rom cacciata dal Paese perché non in regola). Conosciuto come il “flic” (poliziotto) di Francia, rappresenta secondo Hollande una risposta agli elettori del Partito socialista che chiedono maggior sicurezza e più attenzione alle politiche sociali in un’ottica restrittiva e quindi in teoria antitetica rispetto al concetto di “égalitè” pilastro dei socialisti. La scelta di Hollande di affidare proprio a Valls la guida dell’esecutivo, nonostante gli scarsi poteri del primo ministro rispetto al presidente, è quindi un segnale molto forte nei confronti degli elettori che hanno voluto punire la sinistra alle amministrative. La sua popolarità è in salita rispetto a quella del Presidente francese, e rappresenta una scelta molto più vicina alla destra che a quei sostenitori di sinistra che solo due anni fa chiedevano “il cambiamento”.