Nuovo attacco di Silvio Berlusconi alla magistratura. I toni concilianti dopo l’incontro con il segretario Pd Matteo Renzi sulla legge elettorale sembrano già superati. Il leader di Forza Italia tenta di rimettere in cima all’agenda politica i suoi cavalli di battaglia. Lo fa attraverso una nota di Forza Italia, in cui scrive: “Quando un giorno la mia innocenza sarà pienamente riconosciuta, grazie a quei giudici coscienziosi e privi di animosità politica che io spero sempre di trovare, gli italiani potranno comprendere appieno la vera e propria barbarie giudiziaria in cui l’Italia è precipitata. Una degenerazione dei principali capisaldi del diritto che ha riservato a me e alle persone che mi stimano e mi vogliono bene un’umiliazione e soprattutto un dolore difficilmente immaginabili da parte di chi non vive l’incubo di accuse tanto ingiuste quanto infondate”.

Intervenuto telefonicamente all’assemblea provinciale di Potenza di Forza Italia, torna sull’incontro di sabato scorso con Matteo Renzi: ”Abbiamo dato il via non solo alla legge elettorale, ma alla prima importante riforma del nostro assetto costituzionale perché così com’è l’Italia non è governabile”. Dalla commissione Affari costituzionali della Camera è arrivato il via libera al testo base della legge: hanno votato a favore tutti i partiti della maggioranza (Pd, Ncd, Sc, Pi) e Forza Italia. Resta però il nodo della delega al governo per disegnare i collegi elettorali: Forza Italia è contraria, mentre la chiedono tutti i partiti della maggioranza. E Berlusconi aggiunge: “Finalmente ho trovato nel Pd qualcuno con cui si può parlare e ragionare: è stato fatto un primo piccolo passo verso la riforma globale del nostro assetto. Speriamo che queste riforme possano continuare”.

Al termine di oltre tre ore di seduta alla Camera e di un dibattito teso, a tratti molto acceso anche tra gli ‘azionisti di maggioranza’ della legge, il Pd e FI. Un preludio di quello che potrebbe accadere se entro il 27 gennaio, quando arriveranno gli emendamenti, non si sarà blindato il testo. Bisogna approvare “al più presto” le riforme istituzionali, ha tornato a ribadire il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che segue con attenzione quello che avviene in Parlamento. Ma più si avvicina la data dell’approdo in Aula della legge elettorale, il 29 gennaio, più si alza la temperatura del dibattito politico.