Altro che ramazze. Il neo segretario della Lega Nord Matteo Salvini chiude un occhio davanti ai rimborsi “facili” dei consiglieri regionali piemontesi: “Ci rompono i coglioni sulle mutande, ci rompe i coglioni uno Stato ladro che senza la Lega sarebbe già fallito. A qualcuno rode che in Piemonte perchè c’è la Lega non lavorano gli amici degli amici dei benpesanti”. E assolve così il collega di partito e governatore del Piemonte Roberto Cota, che secondo gli inquirenti si sarebbe fatto rimborsare anche un paio di mutande: “Roberto non c’è nulla per cui chiedere scusa, grazie alla Lega si risparmia, grazie alla Lega i consiglieri regionali hanno avuto lo stipendio dimezzato e i cittadini piemontesi risparmiano 30 milioni di euro all’anno”.

Il Carroccio si riunisce al Lingotto di Torino per il congresso federale straordinario della Lega Nord. Gli oltre 500 delegati, provenienti da tutta Italia, hanno sancito l’elezione di Matteo Salvini alla segreteria del partito. Alle primarie della scorsa settimana, aveva ottenuto l’82% dei voti, contro il 18% di Umberto Bossi. Presenti numerose delegazioni europee. 

video di Cosimo Caridi

Ed è proprio ai nazionalismi europei che guardano tutti gli esponenti leghisti. “Occorre fare fronte comune al centralismo europeo e con gli altri Paesi abbiamo un nemico in comune, l’euro. Però avere un nemico in comune non vuol dire avere destino comune: gli altri popoli europei uscendo dall’euro recuperano la loro sovranità nazionale, noi non vogliamo recuperare la sovranità italiana, noi siamo per la sovranità padana, costi quel che costi”, ha spiegato il presidente federale della Lega Nord, Umberto Bossi. Critico sul documento presentato da Salvini: “Per sposarsi, come per separarsi,bisogna essere in due e io dubito che ci lasceranno uscire facilmente dall’euro”.

Anche Roberto Maroni insiste sul tema dell’euro e prevede di uscire dall’euro e puntare a “una moneta padana”. Il presidente di regione Lombardia, non ha mai nascosto l’appoggio a Salvini nella corsa per la guida della Lega: “Le mie dimissioni, che ho firmato poco fa, non sono una rinuncia ma un atto d’amore bisogna capire quando è il momento di fare certe cose e trovare le persone giuste. Stimo Matteo Salvini, è uno che parla chiaro, che si fa capire, non ha paura e ha una visione strategica”. Salvini chiude con un attacco ai giornalisti, ritenendo che la Lega sia vittima di “un linciaggio vergognoso e schifoso dei giornalisti italiani e romani”. Cita Grillo e dice: “Senza fare liste di proscrizione dal prossimo congresso chi dimostra obiettività morale entra, gli altri possono uscire a calci in culo”.