Da Tolmezzo (Udine) a Sala Consilina (Salerno), da Albenga (Savona) a Mistretta (Messina). Il taglio dei tribunali, operativo da domani e deciso dal governo Monti, sta scatenando ricorsi e proteste anche drammatiche. Nonostante le occupazioni di uffici e binari, striscioni e “suppliche” al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri “chiuderanno” 30 tribunali e altrettante procure, 220 sezioni distaccate e di 667 uffici del giudice di pace. Provvisoriamente risparmiati, per il terremoto, i tribunali dell’Abruzzo (Sulmona, Avezzano, Vasto, e Lanciano) che erano destinati a essere “rottamati” e per due anni resteranno in attività altri 8 palazzi di giustizia di altrettanti Comuni (Alba, Pinerolo, Vigevano, Chiavari,Sanremo, Bassano Del Grappa, Lucera e Rossano), che hanno una popolazione superiore ai 180mila abitanti e che devono fare i conti quasi con 7mila cause civili sopravvenute all’anno: scopo dichiarato del rinvio, consentire lo smaltimento dell’arretrato.

In alcuni casi però l’intervento politico, come in Sicilia, potrebbe salvare o già salvato alcune sedi: c’è il governatore Rosario Crocetta che è disposto a mettere mano al portafoglio regionale per salvaguardare Mistretta e c’è chi come il ministro dell’Interno e vice premier, Angelino Alfano, è riuscito a far eliminare dalla lista dei tagli uffici nell’Agrigentino. E nei giorni scorsi il presidente del Veneto Luca Zaia è intervento più volte per protestare contro la chiusura del Tribunale di Bassano del Grappa“Noi in Veneto abbiamo otto tribunali e non sette tribunali e un ‘tribunalino’ visto che quello di Bassano ha rango di tribunale e deveo restare tale, quindi non deve chiudere. Questo territorio – ha concluso Zaia – dà 18 miliardi di tasse all’anno a Roma e non esiste che qualcuno ci dice che dobbiamo chiudere il nostro tribunale”.

A Sala Consilina (Salerno) un uomo ha tentato di darsi fuoco. Un uomo, dopo essersi cosparso di benzina, ha tentato di darsi fuoco con un accendino. Soltanto l’intervento degli altri manifestanti che stavano partecipando alla protesta in corso davanti al Palazzo di giustizia contro la soppressione del Tribunale ha evitato la tragedia. “Se entro le prossime 24 ore il ministro Cancellieri non ci darà una risposta positiva mi darò fuoco e, questa volta, nessuno riuscirà a fermarmi”. Il traffico sulla statale 19 è bloccato perché la carreggiata è occupata da pneumatici posizionati dai manifestanti. Sala Cansilina è stata accorpata a Lagonegro, in provincia di Potenza.

Sei comuni di Ischia a Letta e Napolitano: “Rimuovere ministro Cancellieri”. Con una istanza rivolta al presidente della Repubblica e a quello del Consiglio dei ministri, i sindaci dei sei comuni dell’isola d’Ischia (Napoli) chiedono “la adozione di un provvedimento di rimozione o revoca del Ministro Cancellieri e del Capo Dipartimento Birritteri dagli incarichi loro conferiti, per l’incapacità manifestata nell’affrontare la problematica connessa alla riforma della geografia giudiziaria”. I sei sindaci accusano il ministro della Giustizia di aver proceduto alla soppressione dell’unico presidio di legalità esistente sul territorio isolano, senza in alcun modo considerare la specificità geografica, né la inesistente spesa per l’uso del Palazzo di Giustizia, concesso in comodato gratuito dal Comune d’Ischia.

A Potenza protesta di amministratori, consiglieri regionali e avvocati. Amministratori, consiglieri regionali e rappresentanti degli avvocati hanno occupato la sala riunioni della giunta regionale della Basilicata, a Potenza, per protestare contro la chiusura del tribunale di Melfi (Potenza), e per chiedere un tavolo di confronto con il ministero della Giustizia. L’occupazione della sala è stata annunciata con una serie di tweet. I consiglieri regionali Ernesto Navazio (Scelta civica) e Nicola Pagliuca (Pdl), e il capogruppo dell’opposizione di centrodestra nel consiglio provinciale di Potenza, Aurelio Pace, hanno spiegato che “l’occupazione proseguirà fino a quando non ci sarà una risposta dal Ministro, perché se il tempo della burocrazia è finito, ora tocca alla politica”.

Corteo a Portoferraio (Elba) corteo dei sindaci: “Siamo rimasti in mutande”. Corteo per le vie di Portoferraio degli otto sindaci e degli avvocati dell’isola d’Elba, oggi, contro la chiusura e il trasferimento a Livorno del tribunale elbano. Ad aprire il corteo la bandiera dell’Elba con appese anche un paio di mutande per lanciare il messaggio, è stato detto, che ‘siamo rimasti in mutande’. “Si subisce per l’ennesima volta la scelta, questa volta da parte dello Stato, che impoverisce ancora di più i nostri territori – ha spiegato Andrea Ciumei, vice presidente Ancim (Associazione nazionale comuni isole minori) e sindaco di Marciana Marina -. Il grido del popolo elbano in corteo stamani si riassume in una sola parola: ora basta. Non siamo più disposti a seguire infatti la logica dei parametri che ridimensiona l’Elba in funzione dei numeri della popolazione. Siamo la terza isola d’Italia e chi ci governa deve decidere se l’Elba deve essere abitata o, in alternativa, se si deve costringere gli elbani a migrare al pari dei nostri servizi essenziali”.

Ultimo giorno per Tolmezzo: sit in dei dipendenti. Da domani, in attuazione della riforma che ridisegna la geografia giudiziaria, la struttura sarà accorpata a Udine, salvo un intervento correttivo in extremis in cui Tolmezzo continua a sperare. Intanto, è cominciato da ore il trasloco dei primi fascicoli dalla Procura carnica a quella di Udine che nei giorni scorsi ha creato spazi per accogliere, da domani, i tre magistrati in arrivo. In Tribunale, invece, la situazione è ancora ferma. “Abbiamo chiesto al presidente del Tribunale di Udine e al sindaco di sospendere il trasloco alla luce dell’incontro avvenuto ieri tra il ministro della Giustizia e i parlamentari dei ‘sei da salvare’, in cui il ministro Cancellieri ha menzionato espressamente Tolmezzo tra i meritevoli di un possibile salvataggio – spiega il presidente Ordine avvocati, Barbara Comparetti – Si è detta disponibile ad adottare dei correttivi con il salvataggio di alcuni tribunali, ma sta attendendo un parere convergente delle commissioni giustizia di Camera e Senato. Chiediamo un intervento forte di pressione ai nostri parlamentari perché Tolmezzo venga inserito in questo parere”. Oggi gli avvocati hanno fissato un incontro in Tribunale per monitorare l’evoluzione degli eventi, mentre è in corso un sit-in con attività di volantinaggio da parte dei sindacati dei dipendenti pubblici.

Non si placa la protesta a Rossano “salva” per due anni. Non accenna a placarsi la protesta di avvocati e cittadini a Rossano contro il provvedimento che prevede l’accorpamento del tribunale cittadino a quello di Castrovillari. Il comitato di lotta ha bloccato con delle auto viale Santo Stefano, l’unica via d’ingresso al Palazzo di giustizia, fino alle 17. L’iniziativa, mentre continua l’assemblea permanente, è stata adottata in vista dell’arrivo, in programma per oggi, dei primi camion che dovranno provvedere a trasferire il materiale che si trova all’interno dell’edificio nella sede di Castrovillari. 

Contro soppressione Pinerolo corteo auto di avvocati fino a Torino. Si è è conclusa con un presidio nell’atrio del palazzo di giustizia di Torino la manifestazione di una cinquantina di avvocati della zona di Pinerolo contro la soppressione del tribunale cittadino. Il corteo di auto aveva percorso il tragitto, tra cui l’intera autostrada Torino-Pinerolo a passo d’uomo. Dopo alcune foto, la manifestazione si è sciolta spontaneamente.

A Napoli carenza di personale rinviati processi. Una pianta organica di 807 dipendenti amministrativi, quelli effettivamente in servizio sono appena 662, con ben 145 posti scoperti: la gravissima carenza di personale al Tribunale di Napoli è sottolineata nel decreto con cui ieri il presidente del Tribunale, Carlo Alemi, ha disposto a partire da domani la sospensione di tutte le attività in cinque sezioni distaccate. Gli amministrativi fino a oggi in servizio nelle sedi di Casoria, Marano, Afragola, Frattamaggiore e Ischia domani prenderanno servizio nel nuovo Tribunale di Napoli Nord, che ha sede ad Aversa (Caserta) e nella cui giurisdizione ricadranno i territori finora di competenza delle sedi distaccate. In base alla decisione del ministero, gli uffici giudiziari minori avrebbero dovuto continuare a funzionare per smaltire i fascicoli arretrati.

A causa della carenza di personale, tuttavia, Alemi non ha potuto garantire lo svolgimento dei processi inviando amministrativi da Napoli ed è stato costretto a disporne il blocco. Il presidente del Tribunale aveva chiesto al ministero che gli impiegati in servizio nelle sedi distaccate fossero trasferiti gradualmente a Napoli Nord, considerata anche la grande mole di procedimenti già incardinati in quelle sezioni (21.000 procedure civili e 13.000 processi penali) a fronte di un’attività estremamente ridotta, almeno nei primi mesi, del nuovo Tribunale (si prevede infatti che soltanto dopo un anno saranno pendenti a Napoli Nord 7.000 procedure civili e meno di 4.500 processi penali).