Provvedimenti che per il presidente del Consiglio Enrico Letta intendono “dare una soluzione strutturale al tema del precariato nella Pubblica amministrazione“, con una progressiva diminuzione dei contratti a tempo determinato, previsti solo in “casi eccezionali” e la stabilizzazione di 35mila lavoratori in ambito sanitario. Sono queste alcune delle misure contenute nel “pacchetto” per la modernizzazione della Pubblica amministrazione approvate dal Consiglio dei ministri.

Nel corso della conferenza stampa, il ministro per la Funzione pubblica, Gianpiero D’Alia, ha garantito: “Mai più contratti a termine che non siano eccezionali e temporanei perché temporanea è la richiesta”, sottolineando che il contratto “tipico” è il contratto a tempo indeterminato. Inoltre nel settore sanitario, ha precisato in una nota il ministro Beatrice Lorenzin, “tra medici, personale infermieristico, tecnici e altri 11 profili professionali, sarà possibile stabilizzare le circa 35mila persone del settore sanitario, tramite concorso pubblico riservato”. Nel dl e ddl varati da Palazzo Chigi anche misure che prevedono il taglio del 20 percento delle auto blu, l’assunzione di mille nuovi vigili del fuoco e “una norma per assumere i testimoni di giustizia”. Inoltre il sistema di tracciabilità dei rifiuti Sistri sarà più semplice e limitato ai produttori e ai gestori di rifiuti pericolosi. 

Testimoni di giustizia – La misura riguarderà potenzialmente un’ottantina di persone. Il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, che presiede la Commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciale misure di protezione, organismo che ha il compito di definire le speciali misure di protezione per i testimoni e collaboratori di giustizia, ha spiegato che l’obiettivo “è quello di mettere in campo strumenti di premialità per i testimoni in modo da incoraggiare un atto di responsabile cittadinanza da parte di chi ha potuto assistere a vicende criminose”. Naturalmente, sottolinea, “la priorità è quella di garantire la sicurezza di queste persone, perché un testimone per fatti di mafia corre rischi. Con questo provvedimento – aggiunge – si estende ai testimoni di giustizia la norma già in vigore per vittime del terrorismo e della criminalitàorganizzata che prevede un percorso preferenziale per l’assegnazione di un posto di lavoro nella Pubblica amministrazione”. I testimoni di giustizia, ricorda il viceministro, “sono costretti a lasciare il luogo dove vivono e lavorano, ad abbandonare le attività economiche, a subire il trauma dello sradicamento e dunque è giusto sostenerli con un’opportunità occupazionale che consenta loro di ricostruire un proprio profilo professionale superando la precarietà in cui spesso sono costretti a vivere”. Sarà successivamente un decreto del ministero dell’Interno a stabilire le modalità di attuazione del provvedimento.

Una misura che secondo don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera contro le mafie, “è un buon provvedimento per almeno due motivi. In primo luogo perché riconosce il debito morale dello Stato verso persone che si sono messe in gioco per il bene di tutti, scegliendo di non tacere di fronte a fatti molto gravi di cui sono state testimoni. In secondo luogo perché il provvedimento estende al testimone di giustizia i diritti giustamente previsti per i famigliari delle vittime delle mafie, sottolineando la profonda funzione civile e sociale che gli uni e gli altri portano in termini di crescita della cultura della legalità e della responsabilità nel nostro Paese”. Don Ciotti, però, aggiunge: “Ci sia concessa solo una riserva. Il provvedimento stabilisce che, come per i famigliari delle vittime, l’assunzione sia condizionata alla disponibilità di posti, diversamente da quello che succede ad esempio in Sicilia, dove la Regione ha previsto – proprio nel segno di un risarcimento morale – l’assunzione anche in sovrannumero. Ci auguriamo che questo nodo venga al più presto superato per evitare che una misura così positiva non trovi poi gli strumenti e le risorse per essere concretizzata, rischio tanto più grande in un momento di recessione economica come quello che stiamo attraversando”.

Precari della Sanità – ”Il Consiglio dei ministri – si legge in una nota del ministero della Salute – accogliendo la proposta del Ministro della Salute di introdurre una specifica disciplina per la stabilizzazione del personale medico e del ruolo sanitario, ha introdotto lo strumento idoneo per affrontare il tema del precariato, che nel Servizio sanitario nazionale ha assunto dimensioni tali da mettere in crisi la qualità delle prestazioni erogate, specie nelle Regioni in piano di rientro”. Tale obiettivo – spiega la nota – sarà colto, per la specificità del settore che ha caratteristiche diverse dal resto della Pubblica Amministrazione, tramite di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri” che “sarà condiviso con le Regioni e le Province Autonome, al fine di accelerare il percorso attuativo di competenza di queste ultime”. ‘

Tracciabilità dei rifiuti – Per quanto riguarda Sistri, in Campania – spiega il ministero dell’Ambiente – la tracciatura sarà estesa ai rifiuti urbani ed è in assoluto la prima iniziativa del genere a livello nazionale. Il Sistri sarà operativo dal primo ottobre 2013 solo per i gestori di rifiuti pericolosi e non anche per i produttori degli stessi. Dai 70 mila previsti, il sistema interesserà così alla sua partenza i 17 mila utenti che trattano i rifiuti a maggior rischio. Per i produttori di rifiuti pericolosi il Sistri partirà invece il 3 marzo 2014 per consentire ulteriori semplificazioni, con possibilità di ulteriore proroga di sei mesi se a tale data le semplificazioni non saranno operative. 

Per gli enti e le imprese intermediarie di rifiuti non pericolosi si mantiene per ora il sistema dei registri cartacei. Sarà poi un decreto ministeriale da adottarsi entro il 3 marzo 2014 ad indicare ulteriori categorie tenute ad aderire al Sistri. Anche in Campania, proprio per il regime particolare, l’entrata in servizio del Sistri è differita al 3 marzo 2014. La norma prevede inoltre una semplificazione periodica del sistema, che andrà fatta tenendo conto delle esigenze manifestate dagli utenti e della evoluzione tecnologica. Non sono previsti nuovi o maggiori oneri per lo Stato, spiega il ministero dell’Ambiente. La normativa prevede al contempo che l’abbassamento dei contributi da parte degli utenti sia direttamente correlato alla riduzione dei costi conseguita dalla societa’ concessionaria. In sede di prima applicazione della disciplina, conclude il ministero dell’Ambiente, si prevede una moratoria dell’applicazione delle sanzioni per le violazioni meramente formali.