Il mondo FQ

Il governo ci ripensa: niente passo indietro sull’aumento delle spese per la Difesa al 5%. Punto cancellato dalla mozione

È stato eliminato tutto il passaggio in cui si chiedeva al Governo di promuovere "una revisione degli obiettivi più ambizioni (come il 5%) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali"
Il governo ci ripensa: niente passo indietro sull’aumento delle spese per la Difesa al 5%. Punto cancellato dalla mozione
Icona dei commenti Commenti

La maggioranza ci ripensa e blocca il dietrofront sull’aumento le spese per la Difesa al 5% del Pil. La mozione della maggioranza è stata infatti riformulata: in sostanza è stato eliminato tutto il passaggio in cui si chiedeva al Governo di promuovere “una revisione degli obiettivi più ambizioni (come il 5%) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali”.

Nel nuovo testo è stato infatti eliminato il punto 8 che impegnava il governo “a mantenere un impegno realistico e credibile in ambito Nato, confermando il raggiungimento del 2 per cento del Pil per la spesa per la difesa e promuovendo una revisione degli obiettivi più ambiziosi (come il 5 per cento) alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali, includendo nel computo anche gli investimenti per la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche, al fine di garantire una difesa collettiva efficace senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici”.

La mozione, che prevedeva il clamoroso passo indietro del governo italiano, era stata firmata dai capigruppo di maggioranza al Senato Lucio Malan, Stefania Craxi, Massimiliano Romeo e Michaela Biancofiore. Una mossa che, certamente, non sarebbe stata gradita dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Adesso però sfuma l’idea di chiedere una rinegoziazione di quanto firmato al vertice Nato su richiesta del tycoon. Un obiettivo, che nella prima versione della mozione di maggioranza, veniva definito “irrealistico” rivendicando una “visione pragmatica”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione