Ripulire l’Italia dai depositi di letame come fece Ercole con le stalle di Augia. E’ l’immagine usata dal leader del Movimento 5 Stelle per descrivere la situazione del Paese. La metafora non è piaciuta al Presidente della Camera, Laura Boldrini che in un comunicato chiede di moderare i toni: ”Con il suo linguaggio aggressivo e distruttivo, Grillo continua a rovesciare insulti sulle Istituzioni. I suoi costanti attacchi verbali contribuiscono non poco a screditarle”. E conclude chiedendo a Grillo di avere “più rispetto per i cittadini e per coloro che li rappresentano”. Uno scontro a distanza a suon di parole che riapre una vecchia ferita. I due si erano scontrati a inizio giugno, dopo che Grillo aveva definito il parlamento una “tomba maleodorante”.

Così per la seconda puntata della discussione, Laura Boldrini affida ad un comunicato stampa ufficiale il suo richiamo all’ordine: “Il leader del Movimento 5 Stelle dice di volere istituzioni migliori e più efficienti, ma i suoi costanti attacchi verbali contribuiscono non poco a screditarle e a far scadere il confronto collettivo: anche perché le sue offese possono autorizzare ogni cittadino a ritenere che questo sia il modo più efficace di intervenire nella discussione pubblica. Grillo dimentica tra l’altro che il Parlamento nasce comunque, nonostante i limiti dell’attuale legge elettorale, dal voto di milioni e milioni di italiani, lo stesso che ha portato alle Camere anche 163 deputati e senatori del Movimento 5 Stelle. Grillo dovrebbe dimostrare più rispetto per i cittadini e per coloro che li rappresentano”.

Il post incriminato e accusato di avere parole “irrispettose”, è stato pubblicato sul blog di Beppe Grillo e si occupava di analizzare la situazione politica contemporanea: “E’ una fatica immane, ma per salvarsi, o almeno limitare i danni, bisogna risanare il Paese, vanno sradicati inciuci, connivenze, diritti acquisiti, rendite di posizione, burocrazia”. Nel mirino ancora una volta il governo Letta: “inesistente e senza alcun peso internazionale”, e uno stallo politico che, dice, danneggia la nazionae: “In quasi tre anni, i tagli della spesa hanno prodotto il nulla, meno di zero, sia con Monti che con Letta. E’ normale che sia così. Dal 2011 siamo governati dal Partito Unico, pdl e pdmenoelle, che vive di spesa pubblica, di favori, di lobby, di grandi opere inutili come l’EXPO e la Tav in Val di Susa, del consenso di blocchi sociali indifferenti alla distruzione dello Stato. Gli sprechi sono ovunque intorno a noi, ma non c’è alcuna volontà politica di eliminarli”.

Non è la prima volta che la presidente della Camera e Beppe Grillo arrivano allo scontro. Il 7 giugno scorso, dopo un articolo sul blog in cui il Parlamento era definito “una tomba maleodorante“, Laura Boldrini aveva detto: “Le sue dichiarazioni, scomposte e offensive, tendono di nuovo a colpire il Parlamento e quindi la democrazia. E’ un danno per il Paese”. Anche in quell’occasione la presidente aveva difeso l’attività delle Camere, prendendo ad esempio l’attività degli stessi parlamentari a 5 Stelle: “Lanciare insulti è facile, provare a cambiare le cose invece è più impegnativo“. Un botta e risposta durato alcuni giorni a cui era seguita la risposta secca di Grillo: “Si studi la costituzione”.