Papa Francesco è tornato nella sua America latina. Poco dopo le 16, le 21 in Italia, l’aereo papale, un Airbus A330 dell’Alitalia, è atterrato all’aeroporto internazionale di Rio de Janeiro dopo dodici ore di volo. Ad accogliere l’argentino Bergoglio ai piedi della scaletta dell’aereo c’era il presidente della Repubblica brasiliana Dilma Vana Rousseff. Francesco è il quarto Pontefice a prendere l’aereo, ma il primo a salire a bordo del velivolo con il bagaglio a mano, una semplicissima borsa nera.

Per il primo viaggio internazionale di Papa Francesco l’intelligence brasiliana ha diffuso una nota allarmante citando le principali fonti di pericolo: organizzazioni terroristiche, movimenti di rivendicazione, gruppi di pressione, criminalità comune e organizzata, incidenti stradali. Una miscela che preoccupa soprattutto perché alcuni elementi messi in risalto sono stati sottovalutati nel corso delle attività preparatorie delle numerose iniziative che vedranno come protagonista principale, fino a domenica prossima, il Pontefice argentino che ha deciso di usare esclusivamente la jeep scoperta e non la papamobile blindata per non sottrarsi ai bagni di folla. Durante il volo verso Rio nessuna conferenza stampa con i giornalisti accreditati, ma un semplice e familiare saluto del Papa a ognuno dei settanta cronisti presenti. “Non do interviste – ha spiegato loro Bergoglio – non posso farlo: per me è un po’ faticoso. Vi ringrazio e vi chiedo di aiutarmi per il bene della società, dei giovani e degli anziani”.

Ma Francesco ha voluto sottolineare lo stesso la gravità della situazione occupazionale in diversi Paesi del mondo e le sue ricadute morali ed economiche. “Corriamo il rischio – ha sottolineato il Papa – di avere un’intera generazione che non avrà mai trovato lavoro. Siamo abituati – ha aggiunto – a questa cultura dello scarto: con gli anziani si fa tanto spesso ed è un’ingiustizia perché li lasciamo da parte come se non avessero niente da darci e invece essi ci trasmettono la saggezza e i valori della vita, l’amore per la patria, l’amore per la famiglia: tutte cose di cui abbiamo bisogno. Ma ora tocca anche ai giovani essere scartati”. Per Bergoglio è necessario “tagliare questa abitudine di scartare le persone” proponendo “una cultura dell’inclusione, dell’incontro e uno sforzo per portare tutti nella società”. “In Brasile – ha spiegato il Papa – vorrei trovare giovani non isolati dalla loro vita, ma inseriti nel tessuto sociale, nella società: perché quando li isoliamo, togliamo loro l’appartenenza alla famiglia, alla patria, alla cultura, alla fede. Non dobbiamo isolarli da tutta la società: essi sono il futuro perché hanno la forza e andranno avanti”.

Una scelta comunicativa, quella di non rilasciare interviste, forse dettata anche dagli incidenti registrati nel pontificato di Benedetto XVI. Nel 2009, infatti, l’affermazione di Ratzinger sulla “distribuzione di preservativi che aumentano il problema dell’Aids“, pronunciata proprio durante la conferenza stampa del volo papale verso l’Africa, monopolizzò completamente, almeno in Europa, il viaggio di Benedetto XVI in Camerun e Angola oscurando tutti gli altri diciannove discorsi pronunciati dal Papa in quell’occasione. E proprio dal Pontefice tedesco è stata scelta la tappa del primo viaggio internazionale di Francesco. Bergoglio, infatti, parteciperà alla XXVIII Giornata mondiale della gioventù che si svolgerà a Rio de Janeiro fino a domenica prossima per volontà di Benedetto XVI.

Quest’anno, in perfetta sintonia con l’account twitter del Papa @Pontifex, per la prima volta la Gmg viaggerà anche sul web 2.0. I giovani che non saranno fisicamente a Rio, infatti, potranno essere presenti spiritualmente attraverso un’iniziativa organizzata dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali sul suo portale “Pope2You.net“. Chi lo vorrà potrà diventare “pellegrino digitale” inviando foto, brevi video, tweet e messaggi a Papa Francesco, contribuendo così a costruire un vero e proprio “diario sociale” condiviso per unire i giovani di tutto il mondo con coloro che saranno presenti a Rio. “È un’iniziativa importante – sottolinea il coordinatore del portale ‘Pope2You.net’ don Paolo Padrini – che si apre al mondo dei nuovi media in una dimensione di incontro con tutti voluta con molta forza già da Benedetto XVI e confermata in modo altrettanto forte da Papa Francesco. Quello che verrà aperto in questi giorni è un vero e proprio ‘tunnel spirituale’ che metterà in comunicazione i pellegrini del mondo con Rio”.