La competenza per l’inchiesta sulla “compravendita” dei senatori, che vede Silvio Berlusconi imputato per corruzione con Valter Lavitola e Sergio De Gregorio, resta a Napoli: l’eccezione presentata da Niccolò Ghedini, che chiedeva di spostare la competenza a Roma, è stata rigettata dal giudice per l’udienza preliminare di Napoli Amelia Primavera.

Eccezione rigettata per due motivi. Il primo: l’insindacabilità del voto di un parlamentare, invocata da Ghedini, è legata alla posizione di De Gregorio, all’epoca senatore, che è stata stralciata, poiché quest’ultimo ha chiesto il patteggiamento. In secondo luogo, la competenza resta a Napoli perché nel capoluogo campano avvennero le dazioni di danaro, ovvero il pagamento per ostacolare il governo Prodi. Fu a Napoli – motiva il gup – che si consumò il reato, che per sua natura è “progressivo”, quindi non c’è possibilità che il fascicolo debba essere trattato dalla procura di Roma

Alcune lettere inviate da Sergio De Gregorio a Silvio Berlusconi e altri documenti, come una consulenza tecnica di un costituzionalista, sono stati depositati da uno dei legali di Berlusconi nel corso dell’udienza. “Abbiamo depositato una consulenza tecnica di un costituzionalista – ha spiegato Michele Cerabona.- Com’è noto, in questo processo ci sono due profili interessanti: il primo attiene alla libertà di mandato sancito dall’articolo 67 della Costituzione (ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato, ndr); il secondo attiene alla libertà di voto. Siccome riteniamo che negli atti trasmessi dalla Procura non vi sono gli elementi sufficienti alla configurazione del reato di corruzione, a nostro modo di vedere emerge che le iniziative assunte dal senatore De Gregorio sono state assunte nel rispetto dei propri convincimenti e quindi all’interno di quella copertura costituzionale di cui all’art. 67″.

Presentati, poi, anche altri documenti, come interventi di De Gregorio al Senato, una serie di lettere inviate da De Gregorio al Pdl o allo stesso Berlusconi. “Sono diverse lettere dal 1996-97 in avanti – aggiunge il legale dell’ex premier – che testimoniano il rapporto che noi riteniamo sempre legittimo e trasparente che vi è stato tra De Gregorio e Silvio Berlusconi”. L’udienza preliminare è stata rinviata quindi rinviata al 16 settembre prossimo, quando discuteranno accusa e difesa. La decisione del giudice è prevista per il 23 ottobre, contestualmente a quella sulla richiesta di patteggiamento avanzata da Sergio De Gregorio a un anno e 8 mesi.