“Proseguire la partecipazione alla missione Isaf  in Afghanistan, concludendola secondo i tempi stabiliti nel 2014″. Il ministro della Difesa, Mario Mauro, nella sua informativa alla Camera sull’attentato che ha provocato la morte del capitano Giuseppe La Rosa, ribadisce l’intenzione del governo italiano di rimanere nel territorio afghano, nonostante la richiesta di ritiro di molti esponenti della politica.

Poi precisa: “E’ stato un giovane, di età valutata di circa 20 anni” a salire sul blindato Lince italiano sabato scorso a Farah per lanciare all’interno del mezzo un ordigno che ha causato la morte del capitano. E traccia  il profilo dell’attentatore: “Barba corta, vestito in abiti marroni, che stava parlando con un poliziotto dell’Afghan National Police, al lato della strada, nei pressi di un assembramento di persone, è salito velocemente sul mezzo in testa al convoglio e ha lanciato attraverso la botola superiore un ordigno, dandosi poi alla fuga e confondendosi nella folla”. Nell’attentato, ricorda poi,  sono rimasti feriti altri tre militari. Il presunto attentatore, comunque, è stato arrestato. “L’uomo – ha specificato Mauro – si chiama Walick Ahmad ed ha reso piena confessione assumendosi tutta la responsabilità” dei due atti. I fatti, ha aggiunto, dovranno comunque essere accertati dalla magistratura.

Le parole del ministro, però, riecheggiano tra i banchi di un’aula vuota. E Mauro lo sottolinea. Questa informativa, ha ricordato il ministro, “avviene su richiesta di molti gruppi presenti in Parlamento per sottolineare l’indispensabilità di una presa di coscienza del Parlamento stesso e ringrazio i deputati presenti e che potranno interloquire con il Governo, ma non posso non sottolineare l’amarezza profonda nel vedere questa Aula vuota. La vita di Giuseppe La Rosa – ha sottolineato – serve a comprendere il nostro compito e la nostra missione. A chi dovrebbe guardare la politica se non a un uomo come Giuseppe?”.

La giustificazione di così tante assenze arriva dal presidente della Camera Laura Boldrini. “Sulla scarsa partecipazione può aver influito – ha spiegato la presidente – anche il fatto che nella stessa mattinata fossero previsti lavori di varie commissioni. E’ una ragione in più per giungere quanto prima ad una diversa organizzazione delle attività, che tra l’altro riduca i rischi di sovrapposizione”. Il presidente della Camera ha quindi ringraziato il ministro Mauro “per aver prontamente risposto all’invito di numerosi gruppi a riferire all’assemblea sui drammatici fatti dell’Afghanistan”.