Era la più alta carica ricoperta dal Movimento Cinque Stelle in Italia. Da domani, però, Antonio Venturino, di professione mimo e attore di teatro e dallo scorso dicembre vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana, finirà probabilmente nel gruppo misto. “Venturino si pone fuori dalle regole del Movimento” recita una nota diffusa dal gruppo parlamentare dei Cinque Stelle al Parlamento siciliano. Proprio in giornata il sito dell’Espresso ha pubblicato un’intervista in cui il vicepresidente dell’Ars critica aspramente le scelte di Beppe Grillo a livello nazionale.

“Il Movimento – attacca Venturino – non ha una strategia. E se ce l’ha, è davvero difficile da comprendere. All’indomani del successo elettorale del 25 febbraio, la gente si aspettava molto da noi. E invece siamo rimasti alla protesta. Invece di dialogare con il Pd, con il quale si poteva concordare un programma di riforme, abbiamo consentito a Berlusconi di rilanciarsi”. Dichiarazioni replicate anche al quotidiano La Repubblica. “Proprio il giornale contro cui Venturino si era scagliato lo scorso dicembre” fa notare Giancarlo Cancelleri, capogruppo del Movimento all’Ars.

Dietro l’allontanamento di Venturino infatti non ci sarebbero le critiche espresse dal vicepresidente dell’Ars contro Grillo. “Ma quando mai – dice sempre Cancelleri al fattoquotidiano.it – sono praticamente le stesse cose dette dal deputato nazionale Tommaso Currò, che nessuno ha cacciato”. A motivare l’allontanamento di Venturino dal Movimento ci sarebbe invece ben altro: semplicemente una pura questione monetaria. “E’ una discussione che va avanti da mesi. Venturino lo sapeva e per questo ha rilasciato quelle interviste: una semplice foglia di fico per coprire il reale motivo dell’allontanamento”.

Il deputato eletto in provincia di Enna infatti si sarebbe rifiutato di rendicontare le spese extra, rispetto ai 2.500 euro netti che spettano ad ogni parlamentare dei Cinque Stelle. “Nei primi mesi – racconta Cancelleri – ha fornito rendicontazioni sommarie, superiori alla media degli altri deputati, motivandole col fatto che in quanto vice presidente doveva affrontare spese di rappresentanza maggiori: se ogni deputato ha restituito la media di 30mila euro in questi sei mesi di legislatura, lui ne ha restituiti appena 13mila”. Ma non solo. “A marzo e ad aprile Venturino non ha restituito neanche un centesimo. Mentre tutti gli altri facevano i bonifici al fondo per le piccole e medie imprese, lui si è tenuto lo stipendio intero. Un comportamento inaccettabile che viola gli accordi presi con i nostri elettori”.

Oggi poi sono arrivate le due interviste in cui critica pesantemente l’operato del Movimento Cinque Stelle a livello nazionale. “E’ stata una mossa per salvare la faccia: gli avevamo già chiesto di effettuare i bonifici con la restituzione dei soldi, sapeva che si stava praticamente auto escludendo dal movimento. Ma non ha voluto sentire ragioni”. Adesso i quattordici deputati siciliani del Movimento Cinque Stelle dovrebbero procedere alla classica votazione per espellerlo dal gruppo, per poi chiedere agli iscritti di ratificare l’espulsione sul sito di Beppe Grillo. “Ma probabilmente neanche lo espelleremo. Sarà lui stesso a dimettersi. Gli chiederemo anche di dimettersi da vicepresidente dell’Ars, ma dubito che lo faccia”. Nel frattempo Venturino ha preferito spegnere il cellulare, e a parte le due interviste di questo pomeriggio, non ha replicato in nessun modo alla nota del Movimento. “Io ritengo che, con uno stipendio di 2.500 euro al mese, sia inibito l’espletamento del mandato parlamentare” ha detto a Repubblica il vicepresidente dell’Ars. Che da domani all’appellativo di portavoce sostituirà probabilmente quello di onorevole. Stipendio integrale incluso. 

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