“Spero in un’assoluzione totale“. Silvio Berlusconi, parlando del processo Mediaset di cui si attende la sentenza d’appello, dopo una condanna in primo grado a 4 anni per frode fiscale, è molto fiducioso. La motivazione del suo ottimismo, a suo dire, è semplice. E per spiegarla chiama in causa “la persecuzione” da parte dei magistrati di cui il Cavaliere si è sempre dichiarato vittima: “Il fatto non sussiste se i giudici saranno integerrimi, se invece mi troverò di fronte ad un collegio di giudici politicizzato allora potrebbe esserci una sentenza come quella di prima grado, lontana dal vero e fatta apposta per eliminare l’avversario”, ha dichiarato in un’intervista a Canale 5.

Poi aggiunge: ”Sono 20 anni che vengo considerato da certa sinistra come un ostacolo che si frapponeva tra loro stessi e la gestione del potere, hanno tentato di eliminarmi in ogni modo anche con le libere elezioni e non essendoci riusciti tentano di farlo per via giudiziaria”.

Intanto, lunedì la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei legali dell’ex presidente del Consiglio, negando il trasferimento del processo Ruby e proprio del processo Mediaset a Brescia. I dibattimenti processuali rimarranno dunque a Milano. Il legittimo sospetto, sollevato dai legali Ghedini e Longo perché ritenevano che i giudici milanesi “non fossero sereni nel giudizio”, è stato bocciato. Nonostante tutto, la decisione della Suprema Corte è stata accolta con entusiasmo dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, che ha commentato: “Rassegnatevi Berlusconi verrà assolto”.

La difesa ha comunque già annunciato che chiederà un rinvio del processo Mediaset in attesa del verdetto della Consulta sul conflitto di attribuzione sollevato nel 2011 dalla Presidenza del Consiglio in relazione al rigetto da parte del Tribunale di un legittimo impedimento dell’ex premier. Il processo Mediaset riprenderà l’8 maggio, dopo che in aprile era stato accolto il legittimo impedimento per Silvio Berlusconi, impegnato nella quinta votazione del Capo dello Stato.