Luigi Preiti, l’uomo che domenica 28 aprile ha ferito due carabinieri mentre il governo Letta giurava, ha agito da solo. Non sembrano esserci dubbi per i pm di Roma che hanno chiesto la convalida dell’arresto dell’attentatore di Palazzo Chigi. Non sono infatti emersi elementi tali da far ritenere che l’uomo, che ha dichiarato di essere disperato e di volere colpire i politici, avesse complici o che abbia agito su commissione. In un fermo immagine acquisito dai filmati delle telecamere su piazza Montecitorio si vede Preiti che prende distintamente la mira puntando contro i carabinieri. Nel filmato l’uomo tende il braccio con la pistola per fare fuoco. “Ero appostato davanti a Palazzo Chigi in attesa del passaggio di politici” aveva detto ai pm nel corso del primo interrogatorio subito dopo essere stato fermato.

Per il procuratore aggiunto della Procura di Roma Pierfilippo Laviani ed il sostituto Antonella Nespola – secondo quanto scrivono nella richiesta di convalida del fermo – si è trattato di un’iniziativa isolata di Preiti. La richiesta di convalida è all’esame del giudice per le indagini preliminari Bernadette Nicotra. L’interrogatorio di garanzia, che anticipa la decisione sulla convalida, si terrà mercoledì. Preiti è accusato del tentato omicidio di tre carabinieri, porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione. Il tutto con le aggravanti della premeditazione e dell’aver agito contro pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico. 

Ieri Preiti all’avvocato Mauro Danielli ha detto di essere “pentito per quello che ha fatto”. “Cosa ho fatto? Non lo so. Non so spiegare. Non potevo più mantenere mio figlio, ero disperato”. L’attentatore non sarà sottoposto a perizia psichiatrica perché gli inquirenti sono infatti convinti che Preiti abbia agito nel pieno delle sue capacità e che la sua azione rientri nel comportamento di “un esibizionista”. I legali comunque chiederanno la perizia psichiatrica: “Le condizioni di Luigi Preiti sono tali da indurci a chiedere una perizia psichiatrica. E’ necessario accertare le sue condizioni al momento del fatto e solo l’indagine medico-legale potrà dare le rispost” fa sapere l’avvocato Raimondo Paparatti che ha assunto la difesa di Preiti insieme con il collega Marco Danielli. Secondo i difensori Preiti “è disponibile per rispondere a tutte le domande del gip e per dare poi in sostanza la versione dei fatti da lui data già ai pubblici ministeri”.

La Procura ha chiesto anche la convalida del sequestro di oggetti appartenenti a Preiti: la pistola Beretta 7.65, i proiettili, una mappa di Roma con indicato il percorso dall’hotel alla stazione Termini, dove Preiti ha alloggiato la notte tra sabato e domenica, e piazza Montecitorio, luogo del ferimento dei carabinieri. Sequestrata anche la punta di un trapano trovata nella borsa dell’uomo. Per gli inquirenti Preiti voleva uccidere e ha compiuto “atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte, non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà”. A Preiti è contestato il tentato omicidio plurimo “per avere con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso esploso sette colpi di arma da fuoco a distanza ravvicinata e ad altezza uomo, attingendo così al collo il carabiniere brigadiere Giuseppe Giangrande e alla gamba l’appuntato Francesco Negri, mentre tentava di sottrarsi al fuoco dietro un riparo, e al giubbotto operativo di tela il vicebrigadiere Marco Delio Murrighile che lo stava affrontando”.

Intanto restano invariate le condizioni di Giuseppe Giangrande, nel bollettino del Policlinico Umberto I dove il brigadiere è stato operato per estrarre il proiettile che gli ha leso la colonna vertebrale, i medici informano che l’uomo resta intubato e la prognosi resta riservata. I medici, già ieri, avevano spiegato che il militare ha riportato danni ai quattro arti e rischia la tetraplegia. Giangrande resta “sedato e ventilato in quanto al momento non è possibile garantire un’autonomia respiratoria efficace e continuativa”. “Non si saprà prima della fine della settimana se Giuseppe Giangrande potrà recuperare la mobilità degli arti” ha poi spiegato Amalia Allocca, direttore sanitario dell’Umberto I.

In occasione del giuramento del governo “erano stati rafforzati i dispositivi di sicurezza lungo il percorso e nelle adiacenze delle sedi istituzionali interessate” ha detto il ministro dell’interno Angelino Alfano nell’informativa al Senato sulla sparatoria a palazzo Chigi subito dopo il voto di fiducia al governo Letta. L’azione, ha aggiunto, “lascia una ferita che amareggia ancor di più”. “Non risultano contatti di Preiti conambienti eversivi” ha spiegato Alfano ribadendo che l’uomo avrebbe “agito da solo” . Si tratterebbe di “un gesto isolato”, “un gesto sconsiderato” di un uomo le cui generalità “non risultano nella banca dati delle forze di polizia”. In quanto accaduto domenica “non si possono leggere – ha proseguito – i prodromi di focolai di piazza o di tensioni eversive in grado di compromettere la tenuta dell’ordine pubblico e della sicurezza che resta comunque salda”. Per questo, ha sottolineato, “mi sento di rassicurare l’opinione pubblica” ma nel contempo “occorre tenere la guardia alta allo scopo di evitare gesti emulativi”.