Come uscire dalla crisi tagliando i ponti con i poveri di spirito.

Milioni di italiani (ancora troppo pochi) hanno da tempo iniziato la rivoluzione degli stili di vita.
Una rivoluzione silenziosa e pacifica. Tanto silenziosa che il resto degli italiani non se n’è accorto.
E’ ora che cominciamo a dirlo.
Ci sono persone preoccupate di cosa pensano gli altri. Persone che scelgono il modo di vestire, di parlare, le espressioni del viso, sulla base dell’effetto che hanno sugli altri: “Mi si nota di più se vado alla festa e sto in disparte o se non ci vado?”
Persone che mentre ti parlano cercano di capire quanto ti hanno affascinato e trasformano subito il risultato in un punteggio che si annotano sul loro taccuino mentale.
Esistono moltissime variazioni di questo modo di essere. Ci sono gli aggressivi, smaniosi di imporsi, che ti dicono in malo modo: “Io sono così, sono aggressivo! Sei capace di accettare che io ho un’altra modalità di comunicazione?” Ecco a queste persone possiamo iniziare a rispondere: “No. Se sei aggressivo mi stai aggredendo, il che mi dà fastidio. Quindi non avrò nessun rapporto con te perché sei un relé nevrotico e io frequento solo esseri umani.”

Poi ci sono quelli che vogliono che tu li ascolti per ore mentre ti raccontano tutto il male che è capitato loro, con tanto di particolari disgustosi. E quelli che ti parlano male di tutti quelli che conoscono… E forse alle tue spalle parlano male pure di te. E ci sono quelli che ti vengono a raccontare che il tale ha detto che tu sei più stronzo di un venditore di bambole costruite con plastica avvelenata. E te lo dicono felici di dirti una cosa sgradevole. Ci godono… Ed è evidente che non hanno insultato quel tale che ha detto cattiverie su di te. No, erano lì che ascoltavano e godevano già all’idea di poterti raccontare quelle calunnie. Ecco, cancelliamo dalla lista delle persone con cui parlare anche questi.

Io credo sia giunto il momento di dire a queste persone: “Sei di fuori come un balcone! Ti stai perdendo la vita, i rapporti umani, l’arte e l’amore perché stai troppo dietro al punteggio. Non ho niente da dirti”.

E d’un sol colpo hai cancellato dalla tua vita i meschini, i rissosi, quelli che picchiano le donne, quelli che hanno sempre ragione loro, quelli che non ascoltano, quelli che vedono solo le cose negative, non sanno cooperare e non sognano.
Iniziamo a fare pulizia nella nostra vita. Iniziamo a considerare che il nostro impegno politico inizia veramente dalla nostra capacità di rifiutare questi modelli di comportamento demenziali.
Non ci sarà nessuna democrazia diretta, nessuno stato giusto, nessuna amministrazione pubblica efficiente se non si inizierà a buttar fuori dalla nostra vita i piccoli Berlusconi quotidiani.

Molti dicono che la crisi economica attuale è in realtà una crisi di sistema: il vecchio Modello Italia non funziona più.
Pochi portano questo discorso alle estreme conseguenze: il sistema di priorità che la maggioranza degli italiani ha nella testa è obbrobrioso.
Questo è il fronte fondamentale della lotta per una società migliore. Tocca che iniziamo a dirlo.

E bisogna pure chiederci: perché in questi anni dedicati a maturare una diversa idea della qualità della vita abbiamo dedicato così poco tempo a parlarne? Perché ci siamo accodati così spesso a movimenti sociali dominati da persone sprovviste del nostro stesso senso della qualità della vita? 
Credo che ci sia stata una sottovalutazione del problema.
Ci siamo illusi che anche il resto della società stesse camminando nella stessa direzione.
Beh… Rendiamoci conto che non era così.
Oggi ci troviamo a essere e a pensare in modo etologicamente diverso.
Oggi la distanza tra il nostro modo di vedere e quello della maggioranza è diventato abissale ed è necessario urlare a chi sta guardando da un’altra parte: “Aoooh! Stai andando a sbattere contro il muro!”
È un atto di carità dal quale non possiamo esimerci.

Il Web è uno spettacolare strumento per misurare questa distanza.
Prendete una qualsiasi schermata di commenti a un qualunque blog di successo e avrete subito la prova oggettiva dell’esistenza di un popolo italico fermo a strutture mentali da antica Roma.
Campioni dell’insulto, dello storpiare quel che leggono per poter criticare, portatori d’odio livido, gente che scrive immaginando di colpire il lettore non di comunicare un pensiero, gente che “tanto tutti sono ladri”, gente che non nutre nessuna speranza, per avarizia (nutrire una speranza costa… E poi chi è questa Speranza? Chi la conosce?!?).
Ed è poi importante rendersi conto che queste persone, che vivono dentro il modello competizione, pessimismo e disprezzo hanno una percezione della realtà completamente diversa. Se non ne teniamo conto non riusciremo a costruire un’Italia migliore.

Lei idee che hai in testa determinano quello che vedi. Esistono popolazioni che hanno una concezione dei colori diversa dalla nostra. Per questo distinguono facilmente alcuni colori che per noi sono uguali e non vedono alcune differenze cromatiche che per noi sono evidenti. Su questo argomento ho scritto una serie di articoli. Eccone alcuni.

Sull’individualismo nevrotico e l’incapacità di vederci come parte di una collettività 
Le onde cerebrali stanno meglio in compagnia!
Sui modelli mentali che rendono invisibili addirittura i sentimenti che una persona prova: Il taxista è innamorato
Sulla scala di valori nella vita
L’amore è rivoluzionario!
Sui modelli esistenziali che non funzionano: Gli egoisti muoiono come mosche
Il capitalismo è bugiardo!
Lo stupratore è frigido