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L’università del futuro potrebbe assomigliare a OnlyFans

Stop the Scroll! - L'IA appare come un sostituto plausibile di gran parte dell’attività didattica
L’università del futuro potrebbe assomigliare a OnlyFans
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E ora, per la rubrica Stop the Scroll!, riassunti commentati per chi non ha tempo da perdere, ma vuole approfondire lo stesso.

L’università del futuro potrebbe assomigliare a OnlyFans (Jay Kang, The New Yorker) Negli ultimi decenni le istituzioni accademiche hanno eliminato le differenze tra corsi, programmi e metodi di insegnamento; gli studenti vengono trattati come clienti da soddisfare; e i professori sono ridotti a figure intercambiabili. In un simile contesto, l’IA, capace di trasmettere informazioni in modo economico e immediato, appare come un sostituto plausibile di gran parte dell’attività didattica. Per sopravvivere, l’università dovrà offrire qualcosa che l’IA non può fornire: competenze altamente specialistiche e tutor personali, ovvero un sistema in cui gli studenti pagano direttamente professori carismatici per ricevere formazione personalizzata. Il valore non sarà l’università, ma la figura individuale del professore. Nasceranno piccoli istituti specializzati, con percorsi accademici più brevi e modelli simili all’apprendistato. COMMENTO: Le università Usa cosa credevano, che il capitalismo servisse solo a licenziare gli operai?

In attesa di connessione (Jennifer Cunningham & Katherine Fung, Newsweek) I giovani usano ChatGpt per confidare problemi, paure e insicurezze senza pesare sugli altri. Jackie Jantos, Ceo di Hinge (una app di incontri): “L’IA sta sostituendo quei momenti di attrito emotivo che costringevano gli esseri umani a cercarsi. La tecnologia impedisce che noia e disagio si trasformino in relazione”. Chi è cresciuto dentro l’ecosistema digitale (smartphone, social network, messaggistica istantanea e ora IA conversazionale) ha meno familiarità con l’attrito delle relazioni reali (flirt, rifiuto, conversazioni, vulnerabilità) perché l’IA offre un’alternativa più controllabile e meno rischiosa. L’IA ha sostituito la conversazione intima, di cui riesce a imitare la validazione emotiva, le domande di approfondimento, le apparenti confidenze reciproche. Ma questa relazione è falsa: un chatbot è programmato per stare sempre dalla tua parte. Non esiste il rischio dell’abbandono, del rifiuto, della preferenza accordata a qualcun altro. Eppure è proprio quel rischio a dare valore ai rapporti umani. Essere scelti da qualcuno che avrebbe potuto scegliere diversamente è ciò che rende significativa una relazione. COMMENTO: Mai fidarsi di un chatbot che ti fa complimenti anche quando compri le Crocs.

Baruffe canine (Rachel Sugar, New York Magazine) Cani senza guinzaglio, cani in spazi pubblici non consentiti, deiezioni canine: a New York sono in aumento le lamentele sul degrado urbano legato alla presenza dei cani e alla scarsa osservanza delle norme. I cani devono essere sempre al guinzaglio negli spazi pubblici, possono viaggiare in metropolitana solo in trasportini e sono ammessi nei locali solo in casi specifici (cani guida). Le regole però non vengono fatte rispettare, soprattutto in parchi, ristoranti e negozi. I cani entrano sempre più spesso in spazi commerciali e pubblici, talvolta con la complicità tacita dei gestori. Le infrazioni, diffuse, sono sanzionate di rado. La controversia riguarda la definizione dello spazio condiviso e delle sue regole implicite: per alcuni i cani rappresentano un’appropriazione indebita dello spazio pubblico; per altri, i cani sono membri della propria famiglia. La diffusione dei cani e dei servizi a loro dedicati (dog spa, dog day care) è collegata anche alla gentrificazione dei quartieri e all’aumento dei prezzi degli alloggi: nella polemica c’è anche un po’ di lotta di classe. COMMENTO: Si lamentano solo perché certi pechinesi sono vestiti meglio di loro.

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