Molti anni fa un comico si divertiva a perculare i suoi prof disegnando vignette
Poiché la vita ideale si sviluppa per profondità e modo (essa è tema, è forma), niente di meglio che affidare il nodo delle inquietudini contemporanee alle proprie Pagine di diario.
Molti anni fa un comico divertiva i compagni di ginnasio con caricature dei prof disegnate sul suo diario Vitt: il feticcio faceva il giro dell’aula come un samizdat per tornare all’ovile dopo aver eccitato risate soffocate durante le lezioni. In una vignetta, per dire, un dinosauro aveva il volto della prof di greco: Aristofane, scansate proprio. Si divertiva inoltre a perculare i docenti con performance estemporanee: una mattina, all’inizio dell’ora di italiano, si alzò in piedi e annunciò alla scolaresca attonita di aver scoperto un segreto sulla prof di italiano, che era una nota intellettuale comunista: “Scrive su Avvenire, il giornale dei vescovi!” Tutti guardano la prof, che sorride paziente (ancora oggi quel comico si stupisce della propria improntitudine, ma giocava a suo favore il fatto che fosse uno dei secchioni dell’istituto, cosa che gli permetteva di conoscere parole come “improntitudine”). “E questa è la prova!”, disse, con l’esultanza del mago che estrae il coniglio dal cilindro, cavando dalla cartella di morbido cuoio color mattone (la stessa con cui suo padre aveva fatto il ginnasio) la fotocopia di una finta prima pagina di Avvenire che aveva taroccato in modo da sembrare vera (il lavoro di tutto un pomeriggio: trasferibili, colla, forbici e fotocopiatrice, all’epoca non c’era Photoshop), in cui campeggiava un titolo a sei colonne, “Il coraggio della verità”, una frase ricorrente della prof.
Gli sghignazzi divennero risate quando quel comico si mise a leggere l’articolo, una parodia della lezione del giorno prima su Leopardi. Anche la prof rideva, e continuò a ridere durante l’interrogazione che gli rifilò subito dopo. Sempre lei, in seguito, notandone il talento, gli propose di collaborare con vignette satiriche alle pagine bolognesi dell’Unità (Lui, un bravo ragazzo cattolico, finire sull’Unità? Giammai! Dieci anni dopo, Staino pubblicava alcune sue vignette satiriche su Tango).
Quel comico scriveva anche raccontini umoristici, forte di un apprendistato, durato le tre estati delle medie, con un coetaneo spiritosissimo il cui padre aveva un ufficio domestico dotato di Olivetti e registratore a cassetta Philips. Lì i due piccoli Amurri e Verde scrivevano testi surreali e registravano finti programmi radiofonici, ridendo tutto il pomeriggio; e con loro gli amici che, sapendolo, passavano a trovarli e si sistemavano sul divano come fossero a teatro (quando serviva una terza voce, i due chiamavano il fratellino del coetaneo, che sarebbe diventato famoso anche lui: aveva solo 6 anni, ma già tempi comici perfetti).
Torniamo al ginnasio. Uno dei raccontini aveva per protagonista un ispettore che, dopo una rapina in banca, interrogava i testimoni e si convinceva che la ladra doveva essere la cassiera, l’unica ad avere il movente, la capacità e l’occasione; ma l’ispettore non aveva prove. Allora organizzava una messa in scena elaborata, a causa della quale la cassiera finiva per credere di trovarsi in un sogno. A questo punto, l’ispettore (che si chiamava Duerf: ma quanto era sveglio, quel ragazzino?) la sbeffeggiava, facendole presente che il furto era stato inutile, perché dai sogni non si porta via niente, al risveglio; però gli sarebbe piaciuto sapere come c’era riuscita. La cassiere vanitosa glielo raccontava, tanto era un sogno. E l’ispettore Duerf l’arrestava. (Incredibile? Non più di un’indagine a Garlasco).
I libri satirici di quel comico ricordano fatti che a volte solo oggi, col senno di poi, possono essere apprezzati appieno. Nella campagna elettorale 2001, per esempio, Berlusconi se la prese col direttore di El Mundo, quotidiano conservatore che in Spagna appoggiava Aznar e che aveva espresso forti critiche su Berlusconi per via dei suoi conflitti di interesse e dei suoi problemi giudiziari. Del direttore del Mundo, quindi, Berlusconi disse: “Cosa volete dar retta al direttore del Mundo, che ha fatto ridere mezza Europa con un video dove si faceva frustare da una prostituta!” Quel comico commentò: “Bè, questo aumenta la mia stima per il direttore del Mundo. Vorrei vedere Berlusconi frustrato da una prostituta. Questo aumenterebbe la mia stima per la prostituta”.
20 anni dopo, tutto il mondo rideva di Berlusconi, il puttaniere dei bunga bunga; chissà quante risate si fece il direttore del Mundo.