Scattano le prime manette nell’ambito dell’inchiesta su Monte dei Paschi di Siena. L’ex responsabile del comparto finanza della banca, Gianluca Baldassarri, capo della cosiddetta “banda del cinque per cento”, è stato fermato a Milano dalla Guardia di finanza. Accusato di associazione a delinquere e truffa, secondo l’accusa ha svolto una serie di operazioni – insieme al suo vice – per rimpinguare il suo patrimonio, smisurato rispetto alla sua retribuzione. Baldassarri aveva chiesto lo smobilizzo di titoli per un controvalore superiore al milione di euro, una richiesta effettuata in data successiva al sequestro eseguito lo scorso 7 febbraio e ordinato dai pm senesi. Lo ha reso noto un comunicato del procuratore di Siena Tito Salerno, secondo cui il decreto di fermo è stato deciso in base all’articolo 384 del codice penale per il “pericolo concerto di fuga evidenziato tra l’altro dalla richiesta di smobilizzo dei titoli per un controvalore superiore al milione di euro”. Baldassarri è stato trasferito a breve nel carcere milanese di San Vittore. Il fermo dovrà essere convalidato dalla Procura di Milano.

Nel frattempo sono in arrivo all’ex presidente del Monte, Giuseppe Mussari, e all’ex dg Antonio Vigni, nuovi avvisi di garanzia per concorso in ostacolo alle funzione di vigilanza di Bankitalia. Si tratta di un nuovo reato contestato in relazione all’occultamento del contratto dell’operazione Alexandria. Tutto questo mentre un manager di Jp Morgan viene sentito in queste ore come persona informata sui fatti sull’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi. L’audizione del testimone è avvenuta  in corso a Milano da parte del pubblico ministero Giuseppe Grosso.

La procura di Siena contesta all’ex responsabile dell’area finanza il concorso in ostacolo alle funzioni di vigilanza in relazione all’occultamento di un contratto rinvenuto il 10 ottobre 2012 in una cassaforte del Monte, relativo a un’operazione finanziaria del 2009. I pm hanno fatto sequestrare nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza circa 20 milioni di euro che Baldassarri aveva affidato – secondo l’accusa – a due società fiduciarie, la Galvani fiduciaria e la Compagnia fiduciaria nazionale. Prima depositata all’estero, la somma – sempre secondo gli inquirenti – era stata fatta rientrare in Italia attraverso lo scudo fiscale. I pm titolari dell’inchiesta Giuseppe Grosso, Antonino Nastasi e Aldo Natalini ritengono sicura la provenienza illecita di quel denaro e di altre somme (per un totale di oltre 40 milioni di euro) sequestrate a Baldassarri e ad altri indagati.

Sempre secondo i pm di Siena, quelle somme “costituiscono prova del commesso reato in quanto oggetto delle operazioni illecite condotte all’interno dell’Area finanza della Banca Mps, attraverso riconoscimenti illegali e paralleli veicolati nell’ambito di operazioni diversamente denominate intrattenute con collaterali, tenuto conto anche della sproporzione degli importi scudati rispetto alle entrate ufficiali” di Baldassari e degli indagati e a tutte le altre fonti di reddito a loro riconducibili. Nel frattempo l’ex presidente della banca, Giuseppe Mussari, ha ricevuto l’invito a comparire per domani davanti ai pm titolari dell’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena. Mussari era già stato convocato la scorsa settimana ma arrivato davanti ai magistrati si era avvalso della facoltà di non rispondere per l’assenza di uno dei suoi due difensori.

Secondo l’avvocato di Baldassarri, Filippo Dinacci, non c’è alcun pericolo di fuga. “Basti pensare – dice – che il dottor Baldassarri è rientrato da pochi giorni da un viaggio all’estero, facendo peraltro tappa a Zurigo. Se fosse voluto fuggire non sarebbe rientrato”. L’ex manager di Mps al momento del fermo è rimasto “sorpreso”. Da quanto ha spiegato il legale, in relazione al pericolo di fuga con cui è stato motivato il fermo per Baldassarri, riguardo allo smobilizzo di titoli per un milione di euro, si è trattato “di un ordine a vendere di Bpt dato alla banca avvenuto nella massima trasparenza” in quanto il ricavato “è rimasto sul suo conto corrente”.