Il 12 febbraio la chiusura delle indagini sulla Maugeri. Secondo i pm, Roberto Formigoni, governatore lombardo uscente, già indagato per corruzione e finanziamento illecito, “è il promotore dell’associazione a delinquere“. Dalle analisi dei suoi conti correnti emerge che a fronte di entrate per 8 milioni, risultano uscite per importi modestissimi. Oggi, da una informativa depositata tra gli atti dell’inchiesta della Procura di Milano, si capisce anche il perché. Formigoni infatti aveva “nella propria disponibilità denaro contante per il quale può certamente escludersi la provenienza dai conti correnti direttamente a lui riconducibili”.

Nell’informativa dello scorso 18 dicembre, redatta dagli uomini della Guardia di finanza e della polizia in quota alla polizia giudiziaria, sono stati analizzati i conti correnti del “Celeste”. Dall’esame sono emerse “diverse operazioni extraconto” presso gli sportelli della Banca popolare di Sondrio effettuati da luglio del 2003 a marzo del 2009. Per gli investigatori queste modalità sono state effettuate per “non rendere visibile, a una normale attività di analisi bancaria dei conti correnti, la disponibilità del contante”.

Roberto Formigoni quando ”aveva la necessità di eseguire operazioni bancarie” convocava nel suo ufficio un fidato funzionario di banca che curava personalmente i suoi conti e “gli consegnava denaro contante per importi compresi tra i 5mila e i 20mila euro, dando istruzioni precise di effettuare bonifici a favore di Emanuela Talenti” (show girl e conduttrice Mediaset considerata la fidanzata di Formigoni, ndr), si legge in un passaggio dell’informativa relativa ai conti correnti bancari del governatore della Lombardia. Secondo l’informativa la testimonianza del funzionario di banca permette “di confermare una rilevante disponibilità di denaro contante nel periodo compreso dal 2003 e il 2005 da parte di Formigoni di cui non si conosce la provenienza”.

Secondo il teste in occasione di alcuni di questi incontri “che avvenivano sempre in maniera riservata, a tu per tu, a quattr’occhi”, Formigoni si raccomandava di non far transitare tali bonifici “sul proprio conto corrente affinché non vi fosse evidenza degli importi significativi che trasferiva” a Emanuela Talenti “in contanti”. Il funzionario di banca nella sua testimonianza che risale all’agosto 2012 ha inoltre “precisato che il taglio delle banconote consegnategli da Formigoni – si legge ancora nell’informativa – era da 500 euro che, evidentemente, è una tipologia di taglio al di fuori della quotidiana operatività in contanti”. In relazione alle richieste avanzate dal governatore al manager gli investigatori nutrono “perplessità” ritenendo “che è inverosimile che egli volesse adottare modalità di trasferimento ‘anonime’ per mere ragioni di riservatezza (anche in ragione del proprio status di ‘memores’) quando, in altri diversi casi, ha effettuato bonifici diretti dal proprio conto a quello di Talenti”.