Anni fa, quando Marco Travaglio teneva una rubrica di posta su La Repubblica, mi fece il piacere di pubblicare e commentare una mia lettera in cui me la prendevo con le rotonde stradali.

Sono passati alcuni anni e le rotonde sono aumentate a dismisura, ma non per questo io mi sono abituato alla loro presenza. Anzi.

Sarebbe interessante quantificare il consumo di suolo agricolo o comunque integro che è stato sacrificato in questi ultimi dieci, quindici anni per realizzare rotonde stradali. E per cosa poi?

Inizialmente, esse sembrava dovessero eliminare i semafori ed erano limitate essenzialmente ai centri abitati. Fin qui, niente da dire, salvo il fatto che spesso sono state realizzate alla cazzo, e pertanto fluidificano solo il traffico lungo una certa direttrice, mentre in un’altra si formano code mostruose.

Poi, come le metastasi di un cancro, esse si sono moltiplicate a dismisura, appunto consumando ettari ed ettari di terreni a lato delle strade e costringendo molto spesso le aziende di servizi a spostare le linee sotterranee per consentire la loro realizzazione. Mi domando: ma perché?

C’è chi dice che le rotonde vengano realizzate per far rallentare le auto agli incroci. Mi sembra una grande stronzata. Molto spesso, la rotonda infatti viene realizzata all’incrocio tra una strada principale ed una secondaria in cui di auto ne passano tanto poche ogni ora che basterebbero le dita delle mani per contarle. E poi, se davvero l’intento fosse di far rallentare gli automezzi, perché non mettere delle cunette artificiali sull’asfalto, che sono molto meno costose e non mangiano terreno intorno? E comunque, per evitare gli scontri, non sono sufficienti i vecchi e cari segnali di stop all’incrocio tra una strada principale ed una secondaria?

No, scusate, ma la giustificazione non mi convince. Ed allora quale può essere la motivazione che spinge amministrazioni che sono tra l’altro sempre più col culo per terra a realizzare in ogni dove costosissime rotatorie? Secondo me, molto banalmente e semplicemente i rapporti che legano gli amministratori con l’impresa che realizza l’opera oppure con la ditta che utilizzerà la rotatoria per farsi pubblicità. E forse le mazzette che corrono sottobanco. Non vedo altra spiegazione ad opere onerose e spesso realizzate nel deserto. Voi ne vedete altre?