No al suo nome in lista. Sì alla candidatura come premier. Poi la fine dell’emergenza economica, lo strano filo logico di Berlusconi (“che faccio fatica a seguire”), il ringraziamento al capo dello Stato e ai ministri. E soprattutto la politica. O, meglio, il futuro dell’Italia. Che per Monti ha un nome: “Impegno per un’agenda comune”, ovvero il manifesto programmatico del Professore a cui il prossimo governo dovrà guardare. Ma che non avrà lui in campagna elettorale. Almeno direttamente. Per motivi tecnici (“Sono un senatore a vita”) e “perché io non mi schiero con nessuno, ma valuterò eventuali proposte per una mia assunzione di responsabilità”. E infatti l’agenda di Mario Monti è “erga omnes”, con l’ex premier pronto a guidare le forze che sosterranno il suo documento. Non si candida con alcun partito, quindi, ma è a disposizione “di chi potrebbe volermi affidare compiti” e di chi vuole confrontarsi e far proprie le idee del memorandum. Oltre due ore di discorso, in cui il Professore ha affrontato ogni aspetto dell’esperienza vissuta alla guida del governo e di ciò che sarà. Un discorso che, inoltre, è sembrato avere un filo conduttore ben preciso: un attacco frontale e a 360 gradi nei confronti di Silvio Berlusconi e della sua politica. Una sorta di nemico, quindi, per la prossima campagna elettorale. In cui lui ci sarà, seppure con un ruolo ancora da definire.

La stoccata ad Alfano dopo i ringraziamenti: “Le parole pesano”
Tutto il governo in prima fila, Mario Monti al centro, atmosfera tesa. Poi il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino prende la parola, nel suo discorso ricorda la nuova legge sull’equo compenso e inaugura la conferenza stampa più attesa dell’anno, quella in cui Mario Monti ha spiegato all’Italia quale sarà il suo futuro politico. Prima il discorso dell’ex premier. Poi le domande dei giornalisti: 48 quesiti a cui Monti non si è sottratto. Iacopino finisce di parlare, Monti si alza. Nella sala il silenzio è assoluto.

“Signori presidenti, signori ministri”: il discorso dell’ex premier inizia così. E così si volta pagina all’esperienza del governo tecnico. Perché quello di Monti è stato un discorso politico. Dopo aver fatto cenno alla conferenza stampa dell’anno scorso, Monti  ha ricordato come era la situazione del Paese all’epoca: “Ai primi incontri con i leader dei capi di Stato europei mi son venute in mente le parole di De Gasperi, quando diceva ‘prendo la parola e penso che tutto, tranne la vostra cortesia, sia contro di me'”. Ora, invece, le cose sono diametralmente cambiate. “L’emergenza finanziaria è stata superata, ora possiamo andare ai vertici europei a testa alta”.

Successivamente Monti ha ringraziato per l’aiuto e il rispetto ricevuto sia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sia i segretari di tutti i partiti della strana maggioranza che hanno sostenuto il governo tecnico nei 13 mesi in cui è vissuto. Detto questo, però, ha specificato che nessuno deve sorprendersi dell’annuncio delle sue dimissioni il 7 dicembre scorso dopo il discorso di Alfano in aula, quello in cui il Pdl ha annunciato di voler togliere la fiducia ai professori. “Per noi le parole pesano, specie se dette in Parlamento” ha sottolineato Monti. “Era una mancanza di fiducia, con apprezzamenti gravi sull’operato del governo: non potevamo fare diversamente” ha spiegato l’ex premier, che ha invitato tutti a dare peso e ad avere responsabilità sulle parole che vengono detto. Perché, lo ha ripetuto ancora una volta, “le parole pesano”.

Proprio perché pesano Monti non è rimasto un giorno di più al governo dopo l’approvazione della Legge di Stabilità. “Del resto il segretario del Pdl ha detto che abbiamo peggiorato le cose e ci hanno accusato di cedevolezza nei confronti di una parte politica (il Pd, ndr): questo – è Monti si è fatto duro – lo respingo totalmente, perché non è vero”. Cedevolezza no, quindi. Ma suggerimenti? “Sì, sia da Pdl che Pd e dall’Udc – ha detto Monti – Ma a fin di bene per approvare provvedimenti fondamentali per il Paese”.

Il Professore: “Fatico a seguire il pensiero di Berlusconi”
Poi Monti ha parlato di Berlusconi, per cui prova “gratitudine e sbigottimento”. “Gratitudine per quanto fatto per me in passato, sbigottimento perché non riesco a seguire il senso delle sue affermazioni. Ieri ha detto che il nostro lavoro è stato un disastro”, mentre tre giorni prima aveva detto l’esatto opposto. Anche sulla sua persona, Monti non è riuscito a comprendere il filo logico delle affermazioni del Cavaliere, che “un giorno mi chiede di candidarmi come il federatore del centrodestra, poi mi attacca anche sul piano personale”. E proprio questa mancanza di coerenza di Berlusconi è stato il vero ostacolo all’ipotesi che Monti potesse prendere in considerazione seriamente la guida dei moderati. Lo ha chiarito soffermandosi sui cambiamenti di opinione del Cavaliere sull’opera del suo governo. Poi ha puntualizzato la sua presenza al vertice del Ppe: “Sono andato alla riunione del Ppe di Bruxelles per esclusiva iniziativa personale del presidente Martens” ha detto Monti. Chiaro il riferimento a Berlusconi, che nei giorni scorsi aveva detto che era stato lui a far invitare il premier alla riunione dei popolari europei. Ed è sembrato un messaggio a Berlusconi anche l’accenno alla credibilità del Paese, senza la quale “alle pacche sulle spalle segue il risolino e segue l’inazione e alla fine la presa ancora meno in considerazione delle esigenze italiane“.

La presentazione dell’Agenda Monti: “Non distruggere quanto già fatto”
Poi il futuro dell’Italia. Quando si è iniziato a parlare di Agenda Monti “un consenso piuttosto ampio è sembrato emergere – ha detto il Professore – Questo ha consentito di spostare il dibattito politico sui contentuti. Abbiamo lavorato in modo più sistematico ed è stata presa la coscienza che esisteva una agenda Monti”. Poi l’annuncio: questa si chiama “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa, impegno per un’agenda comune“. Si tratta, ha spiegato Monti, di un “primo contributo per una riflessione aperta. Ne segnalo qualche tratto che ne definisce la fisionomia”. Sostanzialmente uno: “Non distruggere ciò che è stato fatto con il sacrificio di tutti. Non sarà sfuggito il forte richiamo del Capo dello Stato alle Alte cariche a non sprecare il lavoro svolto”. Invece “per dissiparlo ci sono due modi ultrasicuri”. Il primo è “sottrarsi come singolo paese alle linee guida dell’Europa”. Al contrario, occorre “lavorare con pazienza all’interno del paese per presentare al tavolo internazionale un paese sempre più credibile”. Perché “a battere i pugni ci si fa male”. Il secondo è “promettere di togliere l’Imu e di ridurre altre tasse. E reintrodurre il concetto che pagare le tasse è lasciare che lo Stato ti metta le mani in tasca”. Ancora un chiaro riferimento alle promesse di Berlusconi. Ma l’agenda, oltre ad avere un nome e una serie di obiettivi, ha anche altri particolari: sarà presto pubblicata su internet, sarà una “riflessione aperta al contributo di tutti”. 

Monti: “Non svendere il futuro dei giovani per fini elettorali”

 

“Vendola? E’ lui che ha chiesto a Bersani di dire no alla mia agenda”
“Vendola, che è sempre una persona che si ascolta con interesse, ha detto di me recentemente che sono un liberale conservatore. Liberale sì, conservatore penso che sia lui”, non sui temi ambientali che lo “connotano positivamente” ma sui temi del lavoro. Mario Monti ha risposto così a chi gli ha chiesto se ritiene possibile un sostegno anche da parte di Nichi Vendola. “La risposta alla domanda – ha detto – l’ha data ieri Vendola, quando ha chiesto a Bersani di prendere le distanze dall’agenda Monti”. L’ex premier ha poi parlato della Cgil. “La riforma del lavoro è stata frenata da una componente sindacale, che trova difficile evolvere. E questo danneggia i lavoratori”.

 

Monti: “Bersani credibile come premier”

La campagna elettorale del Pdl
Poi l’ottimismo, ma non fine a se stesso, su ciò che sarà: ”L’Italia è  un Paese che può sorridere, perché ha risorse straordinarie” e “deve ritrovare quel tanto di fiducia che serve per fare più bambini: si sta autodistruggendo” ha detto Monti, aggiungendo che “l’agenda consiste nell’evitare pericolosissimi e illusionistici passi indietro e deve andare avanti”. In tal senso si è inserita nuovamente la promessa di Berlusconi di togliere l’Imu. “E’ bellissimo – ha detto Monti – significa rimettere l’Imu doppia, non tra cinque anni, ma tra un anno”. L’ex premier, poi, ha anticipato ciò che avverrà in tv nei mesi di campagna elettorale. “Se un ministro una volta disse che non tutti gli italiani sono cretini, oggi dico che quasi tutti italiani si rendono conto di ciò che viene proposto”. Monti in questo caso non nomina Berlusconi ma è facile capire a chi si rivolga quando dice “come si fa a pensare che dopo interventi così pesanti su pensioni, tasse, rinuncia al trattamento economico in settori nevralgici, che la crescita derivasse da questo?”. “Immagino – ha ripreso allora – che presto altre conferenze stampa saranno inondate da grafici con una visione gelidamente simultanea di fenomeni economici che daranno la percezione dei fallimenti, peraltro dichiarati, del governo rispetto a 12 mesi fa e vi sarà anche detto che se oggi lo spread è metà del 9 novembre ciò è dovuto per niente alla politica economica italiana ma alle scelte della Bce, dimenticando alcune cose” ha sottolineato ancora Monti, secondo cui “la crescita, che non può continuare in modo così penoso e negativo, può venire da una politica degna e forte, che non senta la necessità di correre a nascondersi, di fare promesse per acquisire consensi elettorali, questa è la peggiore forma di voto di scambio, che svenda il futuro dei giovani italiani per farsi rieleggere. O anche solo per adesione cieca a ideologie, magari nobili in passato, ma perniciose oggi visto com’è cambiato il mondo”.

I provvedimenti sulla giustizia
Il Professore, poi, ha spiegato che nella sua agenda ci saranno provvedimenti sulla giustizia. E per parlare di questo Monti ha attaccato nuovamente Berlusconi. “Io credo che siano meglio leggi ‘ad nationem’ che ‘ad personam'” ha detto, parlando degli scontri sul comparto giustizia dove, rileva, “abbiamo avuto blocchi non proprio da sinistra”. Poi i veri provvedimenti contenuti nell’agenda: ”Sulla giustizia, occorre un rafforzamento della disciplina del falso in bilancio, un ampliamento della disciplina sul voto di scambio, un trattamento in materia di prescrizione, una disciplina sulle intercettazioni e una più robusta disciplina sul conflitto d’interessi“.

Il suo impegno in politica: “Non mi candido, ma pronto a leadership”
Per quanto riguarda il suo impegno in politica, il Professore è stato chiaro: “Finora è stato chiesto ai cittadini di schierarsi per qualcuno per schierarsi contro qualcun altro. Io non mi schiero con nessuno, vorrei che partiti e forze sociali si schierassero sulle idee” ha aggiunto, sottolineando di “augurarsi” che “le idee, quelle che trovate nell’agenda possano essere condivise da una maggioranza”. “Non parlerei mai di una discesa in politica semmai di una salita in politica, abbiamo bisogno di politica più elevata” ha specificato. E ha chiarito il suo ruolo: “Non sarò comunque candidato ad un particolare collegio, anche dovessi muovermi verso impegno politico. Sono senatore a vita. Se una o più forze politiche, con credibile adesione alla mia agenda, manifestasse il proposito di candidarmi a Presidente del Consiglio, valuterei la cosa. A nessuno si può impedire di fare questo e a nessuno diverso da me si può dare la decisione se io sarei disponibile o no. Verificate tante condizioni, sì. Il che è diverso da dare il nome ad altri”. Monti alleato del Pd? ”Sono nella mani di chi deve decidere se queste idee. Posso dire solo una cosa sola: contenuti e metodo di governo. Poi su quella base di chiarezza non avrei nessuna preclusione verso nessuno” ha risposto l’ex rettore della Bocconi.

Poi, dopo oltre due ore e venti, la conferenza stampa è finita. Monti ha preso parte al tradizionale rinfresco con i giornalisti e, con una battuta, ha tirato le somme di quanto detto poco prima: “Mi sembra di aver fatto un gigantesco passo avanti”. Verso la guida di una coalizione che ancora non c’è, ma che potrebbe esserci e pesare tantissimo nelle prossime elezioni.