Oggi in Italia ci sono 22 comuni che producono tutta l’energia e il calore necessario per i cittadini e l’amministrazione pubblica da un mix di fonti rinnovabili.
Sono 319 i comuni che hanno reti di teleriscaldamento alimentate da fonti rinnovabili e offrono così ai cittadini risparmi dal 30 al 45%.
I comuni che producono con impianti a energie rinnovabili l’energia necessaria all’amministrazione pubblica sono invece 2.068 (vedi rapporto di Legambiente sui comuni rinnovabili).
Questi comuni risparmiano denaro e migliorano quindi i servizi per i cittadini proteggendo l’ambiente, evitano all’Italia una parte delle multe che dobbiamo pagare perché siamo in ritardo con la realizzazione degli accordi di Kyoto, diminuiscono l’inquinamento e aumentano la salute dei cittadini e contribuiscono alla diminuzione dell’importazione dall’estero di petrolio.

In Italia ci sono 8.092 comuni, di questi almeno la metà sono amministrati da giunte di centrosinistra.
Questo vuol dire che ci sono almeno 2.000 comuni di centrosinistra che non riescono neanche a produrre l’energia che consuma l’amministrazione.
E questo nonostante gli impianti di pannelli fotovoltaici siano finanziati al 100% grazie al premio del Conto Energia su ogni chilowatt prodotto.
Ma in realtà i comuni di centrosinistra che non hanno dato vita a iniziative forti sull’energia sono di più, perché tra i comuni efficienti ci sono anche alcuni amministrati dal centrodestra.

Lo stesso discorso potremmo farlo in molti altri settori: l’efficienza sanitaria, le politiche sociali, lo sviluppo della cooperazione tra i cittadini, la vivacità culturale, i trasporti, eccetera.
Anche in questi settori troviamo amministrazioni che hanno realizzato esperienze avanzatissime, a livello mondiale e altri che si sono limitati a gestire senza fantasia il tran tran quotidiano.
Basti pensare agli asili di Reggio Emilia che sono giudicati tra i migliori del mondo e hanno ispirato la riforma delle scuole svedesi, in Italia sono imitati in poche situazioni.
 
Io credo che uno dei punti di forza del Pd sia che ci sono centinaia di sindaci che amministrano in modo eccellente.
Un partito progressista dovrebbe essere capace di valorizzare i risultati migliori. Dovrebbe ispirarsi alle esperienze di successo e selezionare la sua dirigenza a partire da quegli amministratori che hanno dimostrato di essere dei bravi professionisti.
Ma a volte succede addirittura il contrario: i sindaci più valenti sono osteggiati dalla nomenclatura del partito. E questo è un danno enorme per il Pd.
Il Pd non sembra proprio essere orgoglioso dell’efficienza dei comuni meglio amministrati, sul sito del Pd e in rete non ho trovato nessun rapporto che esalti i risultati di questi comuni, fornendo classifiche e analisi comparate… Eppure sarebbe un grande strumento di propaganda raccontare quanto i comuni di sinistra siano mediamente meglio amministrati di quelli di destra, e quanti comuni di sinistra siano stati capaci di grande innovazione, e quali benefici abbiano così portato alla qualità della vita e al portafoglio dei loro amministrati.
Perché?

Credo che non sarebbe né difficile né molto costoso mettere al centro dell’azione del Pd la valorizzazione delle esperienze innovative.
Innanzi tutto il partito dovrebbe dire quali sono le iniziative migliori, quelle da imitare e stendere quindi le linee generali di un programma per i suoi sindaci.
Poi si potrebbero applicare agli amministratori metodi che misurino i risultati del loro lavoro. E si potrebbero escludere da future candidature quegli amministratori che hanno dimostrato di essere incapaci.

Poi il Pd potrebbe creare un sito internet che informi via via sulle iniziative dei comuni più virtuosi. E visto che dietro a ogni iniziativa c’è un gran lavoro progettuale, tecnico e burocratico, questi comuni efficienti potrebbero fornire agli altri comuni pacchetti informativi con delibere, bandi d’appalto, mappe dei percorsi burocratici e altre informazioni che permettano di imitarli risparmiando tempo e denaro, senza dover rifare un lavoro già fatto; anche questo sarebbe un grande risparmio per le amministrazioni. E potrebbero fornire altri servizi, ad esempio la segnalazione dei finanziamenti europei e consigli su come realizzare le domande… Che magari si riuscirebbe a non continuare a buttare via le decine di miliardi dell’Ue destinati all’Italia che non siamo capaci di utilizzare perché non viene in mente nessun progetto da farsi finanziare o manca la capacità di realizzare una domanda in modo sensato. Ogni anno sprechiamo una cifra enorme che darebbe impulso alla crescita economica. Soldi che finiscono ai tedeschi e agli altri stati più svegli.
E magari i sindaci inefficienti potrebbero trascorrere qualche settimana presso i comuni che funzionano a imparare come si fa.
E non è difficile riuscirci: gia da tempo l’associazione dei Comuni Virtuosi , diretta dall’encomiabile amico Marco Boschini realizza un servizio di consulenza di questo tipo.

Che ne dici Bersani?