Oltre mezzo miliardo di euro, presente nella lista Lagarde, appartiene alla signora Margaret Papandreou, madre dell’ex primo ministro socialista Giorgios che è anche presidente dell’Internazionale socialista? Così scrive oggi il giornalista Spiros Karazaferris, citando i quotidiani Step e Proto Tema. Secondo i quali la notizia risulterebbe dal file inviato al parlamento greco dai pubblici ministeri che indagano sulla lista di evasori, che l’allora ministro delle finanze francese, Christine Lagarde, inviò due anni fa per corriere diplomatico ai parigrado di Atene. Ma che i due ex titolari di quel dicastero, Papacostantinou e Venizelou, non hanno mai protocollato. E che una decina di giorni fa è stata inviata nuovamente ad Atene.

Secondo quanto riportato, il capo dello Sdoe (dipartimento crimini finanziari) Stelios Stasinopoulos e il coordinatore regionale di gestione Evangelos Karamanos, hanno citato il nome della signora Papandreou e detto che le loro informazioni provengono dal direttore del Financial Crime Control Nikos Lekkas. La relazione in questione è la testimonianza resa il 3 ottobre scorso dal capo dello Sdoe ai procuratori Grigoris Peponis e Spyros Mouzakitis, che da ormai più di venti mesi indagano sull’elenco di personaggi che hanno portato in Svizzera ingenti somme di denaro.

In particolare, il signor Stasinopoulos afferma chiaramente che l’ultimo giorno della testimonianza nei due ministeri, nel corso di un incontro avuto con tutti gli amministratori del servizio, ha chiesto ai suoi colleghi se sapessero qualcosa sulla lista, come si evince dal verbale: “Il signor Nikos Lekkas (direttore della SDOE pianificazione operativa) ha detto che non ha visto la lista, ma ho sentito che la donna presente con 500 milioni è la signora Margarita Papandreou. La stessa risposta ha dato il Sig. Evangelos Karamanos (Direttore degli Affari Speciali)”. La somma sarebbe depositata presso una filiale ginevrina della banca inglese Hsbc.

Commentando la notizia l’ex primo ministro ha detto in una nota ufficiale: “È evidente che mirano a me e alla mia politica, si tratta di un business volgare, che è promosso da coloro che hanno sentito fare racconti che sono stati in seguito pompati e pubblicati. Sono voci senza prove, senza ricerche precedenti”. Ma non è solo l’attuale leader del Partito socialista europeo a finire nell’occhio del ciclone, quanto e soprattutto l’attuale capo del Pasok, Evangelos Venizelos, che ha omesso di rendere pubblica quella lista addirittura ammettendo di non averla protocollata.

Un documento prezioso e pericoloso, come dimostra il fatto che da quando è arrivato in Grecia per le vie ufficiali (prima ne era circolata una copia in alcune redazioni giornalistiche europee, anche in quella del Ilfattoquotidiano.it) ha provocato un vero e proprio terremoto politico che ha portato all’arresto anche l’inchiestista greco Kostas Vaxevanis, il primo che lo aveva pubblicato sul settimanale Hot Doc (processato per direttissima, assolto in primo grado e in attesa del ricorso). E due giorni dopo anche lo stesso Karazaferris, fratello di Giorgios leader del partito nazionalista Laos, che aveva annunciato della trasmissione che conduce sul canale Art rivelazioni scottanti sugli swaps conclusi da Papandreou e Samaras era stato arrestato con modalità spettacolari addirittura dai corpi speciali greci, i famosi Mat, che lo avevano bloccato con quattro auto dinanzi all’ambasciata israeliana. Aspetti, tutt’altro che secondari, nell’emergenza della crisi greca.

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