Sul caso Grecia serve un passo da parte di tutti, aveva chiesto all’inizio dell’Eurogruppo il componente tedesco del direttorio della Bce, Joerg Asmussen, e dopo quattordici ore di negoziati è stato accontentato. Accordo raggiunto sulla sostenibilità del debito greco e 44 miliardi di euro sbloccati, che arrivano a soccorrere “il rosso fisso” dei conti di Atene. Un mix di misure che coinvolge tutti i soggetti in gioco, stati membri, Grecia e Fmi, ha dichiarato il presidente dell’eurogruppo Jean Claude Juncker. Ovvero taglio di 100 punti base degli interessi sui prestiti bilaterali, riduzione di 10 punti base del costo delle garanzie che la Grecia paga al fondo Salva-Stati, moratoria di 10 anni (come chiedeva Berlino) sui tassi dei prestiti concessi dal fondo salva-Stati, proroga di 15 anni delle scadenze dei prestiti e uno slittamento di 10 anni dei pagamenti degli interessi. I creditori inoltre rinunciano ai loro profitti sui bond greci, in quanto li gireranno direttamente ad Atene in un conto bloccato. Convergenza anche sul grande nodo della discussione, ovvero la sostenibilità del debito, su cui l’Fmi dice sì a rivederne la soglia: l’iniziale 120% entro il 2020 è stato portato al 124%, per poi scendere drasticamente al 110%.

Ecco che, in virtù della “sinfonia” comunitaria di ieri dunque, la prossima tranche di aiuti sarà erogata in tre rate, la prima da 34 miliardi dopo l’approvazione dei parlamenti dei Paesi della zona euro, fino al 13 dicembre, mentre i restanti 9,3 miliardi all’inizio del 2013 in tre dosi più piccole. Queste ultime saranno associate ai cosiddetti “punti di riferimento” del Memorandum, compresa la riforma fiscale nel mese di gennaio. Ovvero parallelamente alla messa in atto delle riforme promesse, giungeranno i denari ad Atene. I livelli di riduzione del debito concordati saranno raggiunti attraverso iniziative che includono: il riacquisto del debito greco; il ritorno degli utili dai titoli di acquisto del programma della Bce (SMP); la riduzione dei tassi del Loan Facility greco; l’espansione dei rimborsi di prestiti di Loan Facility greco e il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) e il rinvio del pagamento degli interessi sul EFSF.

Più in particolare, nella dichiarazione finale dell’Eurogruppo si sottolinea che i membri della zona euro dovrebbe essere pronti a prendere in considerazione: una diminuzione di 100 punti base dei tassi di interesse; una riduzione di 10 punti base del costo delle garanzie adottate dalla Grecia in prestiti dal EFSF; l’allungamento della scadenza dei prestiti e dei prestiti bilaterali del EFSF a 15 anni e 10 anni (queste misure non pregiudicano l’affidabilità creditizia del EFSF, che è pienamente supportato da garanzie da parte degli Stati membri); l’impegno degli Stati membri a trasferire in un conto vincolato della Grecia un importo equivalente agli utili della Banca centrale a partire dal 2013. Inoltre tutti gli stati membri si sono impegnati a prendere in considerazione ulteriori azioni di assistenza, compresa la riduzione del contributo nazionale della Grecia in progetti cofinanziati dai fondi strutturali e/o l’ulteriore riduzione dei tassi di interesse, al fine di garantire una maggiore affidabilità e ridurre il debito greco. Soprattutto per quanto riguarda il programma di riacquisto del debito greco il capo del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, ha chiarito che porterà l’accordo in seno al Consiglio del Fondo solo dopo il completamento del riacquisto.

A precisa domanda durante la conferenza stampa che ha seguito l’Eurogruppo, se il successo di questo programma dipenderà dal mantenimento del Fmi nel programma, la signora Lagarde ha detto che il Fmi non ha alcuna intenzione di ritirarsi dal programma, ma vanno chiarite le modalità di riacquisto delle obbligazioni.

I commenti. Di “nuovo giorno per la Grecia” parla il premier Samaras al termine dell’Eurogruppo: “Tutto è andato per il meglio, i Greci hanno combattuto tutti insieme, e domani inizia un nuovo giorno per tutti”. Mentre la Lagarde aggiunge che “il Fondo monetario internazionale ha voluto assicurare che la zona euro adotterà le misure necessarie per porre la Grecia su un percorso sostenibile per il debito. Ora posso dire che questo è stato fatto”. Mette l’accento su un nuovo clima di fiducia comunitaria il vertice della Bce, Mario Draghi: “La decisione di oggi porterà senza dubbio a ridurre l’incertezza e aumentare la fiducia in Europa e in Grecia”. Più pragmatico il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, secondo il quale “abbiamo un risultato, che ora siamo in grado di presentare al Parlamento e su cui decidere”. E il commissario europeo per gli affari economici, Olli Rehn, rileva come per la zona euro, sia stato “un vero banco di prova della nostra credibilità, e la nostra capacità di prendere decisioni su questioni difficili”. Ultimo atto adesso, il nulla osta da parte dei parlamenti.

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