La commissione Bilancio della Camera ha approvato la legge di stabilità e la legge di Bilancio. Entrambi i provvedimenti approderanno nell’aula di Montecitorio già nella giornata di oggi alle 15. La votazione ha avuto luogo alle 5,15 di questa mattina, dopo oltre sette ore di seduta notturna.

La commissione ha dato il suo via libera anche all’emendamento dei relatori che riscrive la parte fiscale della legge di stabilità. In base ad esso restano invariate le aliquote Irpef mentre aumentano nel 2013 le detrazioni dei figli a carico. Da luglio 2013 si innalzerà l’aliquota Iva dal 21 al 22%, mentre non cambierà quella del 10%. Dal 2014 ci sarà anche un taglio al cuneo fiscale per circa 1,4 miliardi di euro. Durante la seduta il presidente del consiglio Mario Monti ha chiesto alla commissione di non votare gli emendamenti sulle pensioni di guerra, assumendosi l’impegno di risolvere il problema durante il passaggio in del provvedimento in Senato.

L’impegno è stato preso in una telefonata al relatore Renato Brunetta, ascoltata in viva voce dai deputati della commissione e da alcuni giornalisti. L’emendamento è stato quindi accantonato e dopo un’ora è arrivato l’annuncio di Brunetta: “Ho chiamato il premier Monti, il quale avrebbe chiamato il ministro Grilli e poi ci avrebbe richiamato”. Il governo ha così evitato di ‘andare sotto’ sul passaggio inerente le pensioni di guerra. Non è invece riuscito a evitare di essere battuto sul fondo per i territori alluvionati, alimentato con 250 milioni, e sul comparto sicurezza. Anche ieri il governo era stato battuto: in commissione Finanze sull’accatastamento degli immobili rurali.

Il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo aveva spiegato che la contrarietà del governo era sul merito di questa decurtazione e non sulla mancata copertura finanziaria di questo emendamento. Anche sulla sicurezza l’esecutivo aveva espresso parere negativo, nonostante i relatori avessero eliminato dal loro emendamento una norma per venire incontro alle richieste dell’esecutivo. E’ stata votata la possibilità per il comparto sicurezza di assunzioni “in deroga al blocco del turn over” previsto per la Pubblica amministrazione, per una spesa complessiva di 100 milioni. È stata tolta l’indicazione delle soglie di copertura del turn over fino al 50% per l’anno prossimo indicate nella prima bozza dell’emendamento dei relatori.