Accelerare sulle elezioni perché per le regioni, a differenza dei Comuni, “non è previsto il commissariamento”. Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri al Festival del Diritto di Piacenza ha affrontato il nodo delle urne per il Consiglio regionale del Lazio, travolto dallo scandalo Fiorito che ha portato alle dimissioni del presidente Renata Polverini. ”Abbiamo fatto approfondimenti tecnici con gli esperti del ministero e dell’avvocatura dello Stato per le elezioni nella Regione Lazio, l’indicazione è quella di rispettare il termine dei 90 giorni”, ha detto il ministro. Una decisione, ha proseguito, che “risponde anche ad un’esigenza di tipo operativo, prima si va alle elezioni e meglio è, anche perché per le regioni non è previsto il commissariamento“. 

Secondo le indagini della Guardia di finanza, è di circa un milione di euro l’ammontare di fondi passati dai due conti del gruppo regionale del Pdl a quelli dell’ex capogruppo Franco Fiorito. Il consigliere regionale, che ha annunciato oggi la sua ricandidatura alle prossime elezioni, è stato sentito nei giorni scorsi come testimone dal procuratore capo Alberto Pazienti e dal sostituto Massimiliano Siddi nell’ambito dell’inchiesta su diverse fatture false emesse a favore di due società viterbesi.

Sotto la lente di ingrandimento dei magistrati c’è il percorso di questo milione di euro finito nei conti correnti, una decina, di Fiorito. Da qui la contestazione di peculato, reato che si prende in esame nel caso in cui la presunta di sottrazione di danaro viene fatta da un pubblico ufficiale, come nel caso di Fiorito per effetto della sua funzione di capogruppo. Le denunce sulle presunte parcelle falsificate e pagate dal gruppo Pdl alla Regione Lazio, per le quali è stato interrogato Fiorito, sono state presentate dal consigliere regionale Francesco Battistoni e proprio dalle due società viterbesi che hanno avuto rapporti commerciali con lo stesso gruppo. Secondo il procuratore capo di Viterbo Pazienti almeno 6 fatture sono completamente false e non sono state mai liquidate dal gruppo regionale del Pdl. Numerose altre, invece, hanno gli importi fortemente aumentati ma sono state liquidate per la somma originale e non per quella gonfiata.