Dopo il tumultuoso congresso provinciale del 2011, a Varese la Lega Nord oggi chiude il cerchio per voltare definitivamente pagina e tornare a parlare di politica, con l’obiettivo dichiarato dal segretario Roberto Maroni di diventare il partito egemone del Nord. All’Ata Hotel tutto si è svolto in maniera regolare e alla fine è stato eletto l’unico candidato, Matteo Bianchi, sindaco di Morazzone e consigliere provinciale, ora anche segretario nella culla del partito. Bianchi è un esponente maroniano, vicino a Terra Insubre, l’associazione identitaria che non ha mai incontrato le simpatie di Umberto Bossi. Per Bianchi hanno votato 213 delegati sui 282 che si erano iscritti al voto, 23 le schede nulle, 42 le bianche, 4 quelli che non hanno partecipato.

In platea non si è visto il vecchio leader Bossi, che l’anno scorso proprio qui aveva assistito all’inizio della sua disfatta, con i delegati che avevano apertamente contestato la decisione di eleggere per acclamazione Maurilio Canton, il candidato imposto dal gruppo di potere che allora controllava il partito. Dopo qualche mese, nel pieno dello scandalo che aveva travolto il partito, Canton si dimise, consegnando la Lega varesina nelle mani dei maroniani. Ma ad emergere è anche la nuova linea impressa al partito da Maroni, che guarda al 2015 come orizzonte temporale per raccogliere i frutti del proprio lavoro. Per quella data il segretario vuole essere pronto a guidare la Lega alla vittoria in tutto il nord sul modello di Verona, aggregando cioè attorno al Carroccio anche altri movimenti e persone che ne condividano gli obiettivi e gli scopi. E in quest’ottica è da leggere anche la due giorni torinese appena conclusa, gli stati generali del Nord, appuntamento in cui il segretario leghista ha voluto proporre una lega con un volto nuovo, capace di confrontarsi e soprattutto di ascoltare anche le voci esterne al partito.

Una nuova linea che non convince tutti fino in fondo. Su internet si moltiplicano le voci di dissenso verso le nuove modalità operative e anche tra i sostenitori di Maroni l’apertura al dialogo con i “nemici” (vedi Corrado Passera) non viene letta con molta fiducia. La vera sfida di Maroni sarà proprio quella di riuscire in una missione che appare davvero molto complicata, ovvero quella di dare alla Lega Nord un’immagine nuova senza perdere la carica emotiva e l’entusiasmo che hanno sempre contraddistinto l’operato della base.