Il giorno del ricordo, ma anche il giorno dell’inizio del percorso del processo. Per la strage di Viareggio, 32 morti tre anni fa. Era il 29 giugno 2009 quando tutto avvenne nella stazione ferroviaria della città toscana. Il sindaco ha proclamato lutto cittadino, e le bandiere saranno a mezz’asta non solo per le vie della città, ma anche negli stabilimenti balneari. Alle 21 è in programma il concentramento nel piazzale della stazione Fs, con partenza alle 21.15. Alle 21,45 il corteo si fermerà in piazza Mazzini per alcuni interventi. Il corteo arriverà poi, alle 23.15, al parcheggio della Pam dove si terrà la lettura di poesie da parte di bambini. Alle 23.52, ora del disastro, saranno letti i nomi delle 32 vittime.

La Procura di Lucca ha chiuso l’inchiesta, notificando gli avvisi di chiusura indagine a 32 indagati per i reati di disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime. La notifica è arrivata anche agli enti in base al decreto 231/01 sulla responsabilità amministrativa. Ieri sera le Ferrovie dello Stato, in una nota, hanno espresso “la propria sentita partecipazione ai parenti delle vittime e a tutta la città”, auspicando che “possa giungere loro, quindi, quel senso di intenso cordoglio che il Gruppo Ferrovie prova da quella tragica notte del 29 giugno 2009”. La probabile causa dell’incidente è attribuibile al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro-cisterna deragliato. C’è anche una foto che sembra confermare che l’incidente sia stato provocato dalla rottura dell’asse per fatica del treno, dato che la sezione fratturata mostra la classica superficie “marezzata” (screziata come marmo, ndr) per il 90% della sua estensione. Questa modalità di rottura è tipica degli assili ferroviari e per prevenirla sono previste stringenti procedure cicliche di controllo, che in questo caso non sarebbero state rispettate. “Dopo 18 mesi di indagini, quindi, dei 38 indagati, l’avviso di chiusura delle indagini arriva a 32 di essi, ma solo quando saranno terminate le pratiche di polizia giudiziaria  – spiega il procuratore capo Aldo Cicala in una nota -si potranno conoscere i nomi”. Lo scorso ottobre una nuova perizia sembrava scagionare le Ferrovie che aveva allarmato i parenti delle vittime per le conseguenze giudiziarie che ne potevano conseguire. Ora con gli atti depositati si conosceranno le conclusioni della Procura.