Avviso di chiusura indagine a Roma e rischio di citazione diretta a giudizio per l’ex segretario amministrativo dell’Udc Giuseppe Naro, per l’ex amministratore delegato di Enav Guido Pugliesi, per l’imprenditore Tommaso Di Lernia e per l’ex consulente globale di Finmeccanica Lorenzo Cola, tutti accusati dal pm Paolo Ielo di finanziamento illecito dei partiti.

Al centro dell’indagine l’episodio della presunta tangente da 200mila euro versata al tesoriere dell’Udc da Di Lernia, responsabile della Print Sistem, società legata ai subappalti della Selex. Ad accompagnare l’imprenditore nell’ufficio dell’esponente politico, in via Due Macelli, nel febbraio del 2010, secondo l’accusa, fu Pugliesi. Per la procura a confermare tale circostanza sono anche il telefono cellulare di Di Lernia, risultato agganciato alla cella della zona in cui lavora Naro, ed il passaggio della sua auto nella zona a traffico limitato.

Sia Naro sia Pugliesi, hanno respinto le accuse, mentre Di Lernia, che con le sue rivelazioni ha consentito di aprire uno squarcio nel meccanismo degli appalti dell’Enav, avrebbe riconosciuto l’ex segretario amministrativo dell’Udc tramite una ricognizione fotografica, durante un interrogatorio.

Il contributo di 200mila euro destinato a Naro – scrisse il pm nella richiesta di emissione di arresti domiciliari per Pugliesi emessa nel novembre dello scorso anno – fu la conseguenza di un “accordo tra Lorenzo Cola e Tommaso Di Lernia, su richiesta e attraverso la mediazione di Guido Pugliesi”

Il balzello, secondo Ielo, sarebbe stato legato agli appalti di Enav (interventi in vari aeroporti italiani) finiti a Print System. Gli inquirenti romani hanno accertato che nel periodo in questione Di Lernia avrebbe prelevato 200mila euro da un istituto di credito di San Marino.