A Roma il sabato di cronaca inizia molto presto. L’inchiesta sugli appalti Enav, l’Ente nazionale di assistenza al volo, è arrivata a una svolta. In queste ore, infatti, Finanza e carabinieri del Ros stanno eseguendo perquisizioni e arresti. Nel mirino degli inquirenti c’è l’amministratore delegato Guido Pugliesi. L’ultima accelerazione riguarda anche gli appalti dati alla Selex guidata dall’ingegner Marina Grossi, moglie del presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini. Lo stesso Pugliesi è finito ai domiciliari. Per lui l’accusa è quella di finanziamento illecito ai partiti per una presunta tangente da 200mila euro. In carcere, invece, il commercialista Marco Iannilli e Manlio Fiore, di Selex. Entrambi indagati per frode fiscale. Sul registro degli indagati finisce anche Lorenzo Borgogni, responsabile delle Relazioni esterne di Finmeccanica, dimissionario. Per lui era stato richiesto l’arresto, ma il gip non l’ha concesso. Le perquisizioni in corso riguardano gli uffici dell’Enav e le abitazioni di alcuni dirigenti dell’Ente. Il sospetto di chi indaga è che i destinatari di questi accertamenti abbiano preso denaro in modo illecito nella gestione di alcuni appalti.

LA TANGENTE AL TESORIERE DELL’UDC

Pugliesi è accusato di illecito finanziamento in relazione a una presunta tangente da 200 mila euro versata dall’imprenditore Tommaso Di Lernia, titolare della Print System, al segretario amministrativo dell’Udc Giuseppe Naro. Quest’ultimo, a sua volta, è indagato dalla Procura di Roma per illecito finanziamento. Pugliesi avrebbe accompagnamento Di Lernia nell’ufficio di Naro in via Due Macelli, a Roma. Per la Procura le prove dell’incontro sono dimostrate dal fatto che il telefono cellulare di Di Lernia risultava agganciato alla cella di via Due Macelli e dal passaggio della sua auto nella zona a traffico limitato (Ztl). Non solo, Di Lernia, che con le sue rivelazioni ha consentito di aprire uno squarcio nel meccanismo degli appalti dell’Enav, avrebbe riconosciuto Naro durante un interrogatorio attraverso una fotografia.

APPALTI NEL MIRINO

Dalle carte dell’inchiesta emergono almeno dieci appalti assegnati senza gara pubblica da Enav a Selex Sistemi. In particolare, al vaglio del pm Paolo Ielo sono finiti lavori, sia tecnici sia di opere civili, riguardanti gli aeroporti di Napoli e Palermo. Secondo l’accusa i lavori assegnati a Selex e subappaltati alle società Print System, Arc Trade, Techno Sky e altre hanno determinato una sovrafatturazione dei costi e la creazione di un surplus, poi redistribuito tra i soggetti coinvolti, compresi esponenti dell’Enav. Il tutto in un arco di tempo che va dal 2005 al 2010. Uno dei capitoli di questa indagine ha coinvolto il deputato del Pdl Marco Milanese, in relazione alla compravendita di uno yacht pagato una somma superiore a quella di mercato. Per la Procura tale maggiore valutazione dell’imbarcazione costituisce una forma di finanziamento illecito di un singolo deputato. Milanese, ex collaboratore dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è già stato citato in giudizio.

LO YACHT DI MILANESE

Per questa vicenda risulta indagato lo stesso Borgogni. Il responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, infatti, è indagato per le presunte irregolarità che hanno caratterizzato la compravendita dell’imbarcarcazione del parlamentare Pdl da parte della società Eurotec di Massimo De Cesare. Stando al capo di imputazione contenuto nell’ordinanza firmata dal gip Anna Maria Fattori, “De Cesare, previo concerto con l’imprenditore Tommaso Di Lernia (che di Eurotec è considerato il ‘dominus’, ndr) e con la mediazione di Fabrizio Testa (ex consigliere Enav, ndr) e in accordo con il commercialista Lorenzo Cola, che agiva assieme a Borgogni, erogava al deputato del Pdl, già consigliere politico dell’ex ministro dell’economia, con riferimento alla cessione dell’imbarcazione Mochi Craft, una utilità non inferiore a 224mila euro, pari al valore della sopravvalutazione del natante”. La vicenda, che si è sviluppata tra il 2009 e il 2010, è già stata oggetto di accertamento da parte del pm Paolo Ielo che ha ottenuto il processo per Milanese davanti al tribunale monocratico.

LA FRODE FISCALE

Per Fiore e Iannilli l’ordinanza contesta il reato di frode fiscale. Fiore, si legge nel documento firmato dal giudice, “nella sua qualità di organo apicale di Selex Sistemi Integrati, anche al fine di consentire l’evasione delle imposte dirette e indirette a Selex SI, concorreva con Tommaso Di Lernia, legale rappresentante di Print Sistem, nell’emissione di tre fatture” pari a un milione e 200mila euro circa. Il reato è aggravato “per essere stato commesso anche al fine di realizzare le provviste per l’erogazione di utilità a pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio, per il compimento di atti contrari ai doveri del loro ufficio”. Stessa accusa è rivolta a Marco Iannilli che, nella veste di dominus di Arc Trade, “al fine di consentire l’evasione delle imposte dirette e indirette” alla societa’, “concorreva con Sabastiano Giallongo, legale rappresentante di Suiconsulting srl”, a emettere nel 2010 tre fatture per operazioni inesistenti recanti un importo pari a quasi 850mila euro.