E’ finita poco dopo le 21 l’azione dell’uomo che ha sequestrato un intero ufficio per disperazione a Romano di Lombardia nella Bassa Bergamasca. Il sequestratore – Luigi Martinelli, piccolo imprenditore 54enne – si è arreso: è uscito dalla sede dell’Agenzia delle Entrate teatro della sua azione ed è stato preso in consegna dalle forze dell’ordine. L’assalto con fucile a pompa è avvenuto questo pomeriggio poco dopo le 16.30. Dopo i primi momenti di concitazione l’uomo, che ha preso in ostaggio una dozzina di persone all’interno della sede dell’Agenzia delle Entrate, ha fatto uscire tutte le persone che erano presenti tranne una, un impiegato che è stato liberato solo alle 20.55, dopo oltre sei ore dal sequestro e dopo una lunga trattativa. Si è trattato dell’inizio della fine di una giornata lunghissima. 

LA GIORNATA
Tutto è iniziato nel primo pomeriggio: Luigi Martinelli ha fatto irruzione nella sede del fisco, ha preso in ostaggio l’intero ufficio e, dopo aver liberato quasi tutti gli ostaggi, ha detto di voler parlare con la stampa e che solo dopo libererà l’ultimo prigioniero. Così non è stato. Ha urlato di essere in difficoltà economiche e di volersi togliere la vita. Sul posto sono arrivati subito gli uomini dell’Arma dei carabinieri e della polizia di Stato. Poco prima della liberazione della maggior parte degli ostaggi è stato udito un colpo di arma da fuoco. Lo sparo è stato rivolto in aria. La zona è stata subito transennata.

Alcune decine di carabinieri hanno presidiato il piazzale davanti all’entrata degli uffici, in molti con in mano armi di ordinanza e giubbotto antiproiettile. Sul posto anche numerosi funzionari della Questura e si è alzato in volo anche un elicottero dell’Arma. L’Agenzia delle Entrate si trova al piano terra di un edificio di cinque piani che non è stato mai evacuato. Un maresciallo dei carabinieri è entrato per trattare con il sequestratore, che ha fatto uscire “gentilmente” dall’ufficio gli ostaggi. Questi ultimi non sono stati “maltrattati”. 

Il sequestratore era conosciuto dai dipendenti delle Agenzie delle entrate proprio perché risulta avere dei debiti con lo stesso ente. Sul posto anche il Gis, Gruppo di Intervento Speciale dei carabinieri. Alle forze dell’ordine che gli hanno parlato, Martinelli ha detto di non voler fare del male a nessuno. L’uomo, che aveva un zaino pieno di proiettili, un fucile a pompa e due pistole, ha minacciato di uccidersi se non verrà accontentato nella sua richiesta di parlare con i giornalisti per raccontare la sua vicenda. Tra i primi a fuggire dopo aver sentito gli spari c’è una donna di 34 anni che abita al piano superiore dell’ufficio. La signora ha preso con sè il figlio di appena 2 anni ed è uscita di corsa dallo stabile. 

Intanto, anche se per pochi secondo, la compagna dell‘ostaggio rimasto dentro, Carmine M., 56 anni, è riuscita a parlargli. La donna, Tatyana, 39 anni, ucraina, sconvolta dopo aver capito che qualcosa stava succedendo nell’ufficio dove lavora il compagno è stata bloccata dalle forze dell’ordine, che hanno ulteriormente allontanato giornalisti e curiosi arrivati sul posto. ”Ho sentito dell’irruzione percaso, in tabaccheria – ha mormorato – e sono subito corsa per vedere cosa era successo”. La donna, in lacrime, ha provato a chiamare con il telefonino e lui ha risposto, tranquillizzandola per una trentina di secondi su concessione del sequestratore. “Sto bene” è riuscito a dire l’uomo per rassicurare chi lo sta aspettano fuori. Alla signora è arrivato anche un sms. Poi, alle 20.55, la sua liberazione e, poco dopo le 21, la resa del sequestratore. Luigi Martinelli è uscito dopo che per una decina di minuti gli uomini del Gis si erano appostati davanti all’entrata degli uffici. L’uomo ha sceso le scale ammanettato dal brigadiere Lorini di Romano di Lombardia, che da subito si è offerto in cambio degli ostaggi, come tra l’altro ha riferito il sindaco di Romano di Lombardia Michele Lamera, e ha condotto per tutto pomeriggio la trattativa con l’uomo subito trasferito nella stazione dei carabinieri di Romano di Lombardia. “E’ un uomo con problematiche economiche la cui entità stiamo ancora verificando” ha detto il sindaco Lamera, parlando del sequestratore che, però, non ha detto a quanto ammonti il suo debito. “Sappiamo che ha una situazione familiare alquanto complessa ha aggiunto il sindaco, che poi il sindaco ha ringraziato i carabinieri per come hanno condotto le trattative durante tutto il pomeriggio.