E’ un processo senza pace. Cambiato il pm, adesso cambiano anche il collegio giudicante. E’ un processo senza giudici. I tre magistrati del Tribunale si sono dichiarati incompatibili. E’ un processo senza riflettori. I quotidiani locali lo seguono blandamente, senza il tam tam su internet di associazioni e blog come ‘Altrabenevento’ e ‘Sanniopress’ la vicenda sarebbe stata già dimenticata.

Benvenuti a Benevento al processo per corruzione a Maurizio Zamparini e ai coniugi Clemente e Sandra Mastella, e scusate il gioco di parole. Eccoci al gioco dell’oca della giustizia: lanci i dadi e ti ritrovi al punto di partenza. La sentenza è il traguardo. Lontanissimo. Siamo fermi a una prima udienza che slitta e a un fascicolo che passa di mano in mano. Con il rischio concreto che si resti lì fino a quando la prescrizione non spazzerà via le accuse. Le ricordiamo per dovere di cronaca. Secondo il pm Antonio Clemente, l’imprenditore-presidente del Palermo realizzò l’ipermercato ‘I Sanniti’ su un terreno paludoso e vincolato ‘lubrificando’ l’iter attraverso la promessa di assumere personale segnalato dai potentati locali. Ed è agli atti un bonifico di 50.000 euro di Zamparini a ‘Iside Nova’, l’onlus-cassaforte dei Mastella.

Imputazioni gravi, che meriterebbero un rapido accertamento della verità, pure nell’interesse degli indagati, che si proclamano innocenti. Ma c’è chi preferisce prendersela con l’accusatore che smontare le accuse. Così Mastella ha scritto un comunicato e una nota al Csm per ricordare che il pm che procedeva su di lui è il fratello di un giornalista da lui denunciato in sede civile per diffamazione.

In seguito il procuratore capo Giuseppe Maddalena, adducendo una riorganizzazione dei carichi di lavoro interni, ha avvicendato il pm Clemente dal processo ‘I Sanniti’ per affidarlo al sostituto Nicoletta Giammarino. Ma il dibattimento non è iniziato perché il presidente del collegio Marilisa Rinaldi ha recentemente sentenziato al Riesame sull’annullamento del sequestro delle azioni del Palermo, che fu uno dei provvedimenti cautelari dell’inchiesta. Mentre i giudici a latere Rosario Baglioni e Loredana Camerlengo hanno fatto parte del collegio che ha prosciolto Zamparini in un altro processo sulle violazioni urbanistiche dell’ipermercato. La palla passa il 10 maggio a un nuovo collegio presieduto da Daniela Fallarino. Anche lei però ha fatto parte di una sezione di Riesame che ha trattato le richieste di sequestro dei beni di Zamparini. Forse per trovare tre giudici estranei alle fasi preliminari del procedimento bisognerà attingere alla sezione civile. Sarebbe un caso senza precedenti.