Memoria sì, ma attuale. Dal presidente Napolitano al premier Monti, nella giornata che ricorda l’Olocausto e la liberazione di Auschwitz sono stati diversi gli allarmi sui “rigurgiti” di negazionismo e di razzismo. “Rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza e di violenza”, anche se “marginali”, sono “da stroncare sul nascere”, ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo intervento alla cerimonia del Giorno della Memoria al Quirinale. Il presidente si è commosso ricordando la visita compiuta vent’anni fa ad Auschwitz insieme a Giovanni Spadolini in rappresentanza del Parlamento italiano. Occorre essere “vigilanti e fermi contro ogni ricaduta nel nazionalismo, nella ricerca del nemico, nel rifiuto del diverso” ha aggiunto.

L’identico termine è stato utilizzato dal presidente del consiglio Mario Monti, nel messaggio scritto per la ricorrenza, che parte dalla difficile situazione economica di oggi. “L’Italia e l’Europa stanno vivendo un periodo delicato: crisi economica, ma soprattutto rischio di crisi di valori. In questo contesto, più che mai, occorre vigilare perché rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza non intacchino i nostri valori fondanti, vanificando lo sforzo che tutti insieme stiamo compiendo per consolidare la nostra convivenza civile”. Monti sottolinea il “contributo della comunità ebraica” all’Italia nei suoi 150 anni di storia, una comunità “dolorosamente protagonista nel ricordo della disumana criminalità nazista che ha generato la tragedia della Shoah”. L’unità europea conquistata nel Dopoguerra, scrive ancora Monti, è “l’unica possibilità di scongiurare il ripetersi degli eventi tragici che l’avevano marchiata: il nazismo e il fascismo, la guerra, la deportazione e lo sterminio di milioni di esseri umani”.

Le preoccupazioni sull’oggi sono confermate da Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, intervenuto alla cerimonia del Quirinale: “I veri nuovi nazisti sono i negazionisti”, ha denunciato. “Il Giorno della memoria non è una semplice commemorazione dei defunti”. Ferma restando la specificità della Shoah,” insuperabile nella progettazione, nella tecnica e nella sistematica violazione di ogni diritto”, Gattegna ha ricordato come il “mai più'” pronunciato a gran voce dopo l’apertura dei cancelli di Auschwitz non sia stato sufficiente, perché ci sono “stragi di popolazioni innocenti che stanno avvenendo in tutti i continenti”.

Il presidente della Camera Gianfranco Fini torna sulle leggi razziali promulgate in Italia durante il fascismo: ”La Shoah è stata una pagina dolorosa anche per noi italiani, che negli anni Trenta con le leggi razziali ci rendemmo complici, e questa sarà una macchia indelebile per il nostro Paese”. Per Fini, intervenuto in una cerimonia a Potenza, “è giusto insegnare ai giovani i livelli di infamia e di abominio a cui può giungere un essere umano. Oggi il dovere delle istituzioni è di fare in modo che non si perda la memoria”. Anche l’ex leader di An ha sottolineato l’attualità della Giornata della memoria, che deve contribuire a fornire “gli antidoti per evitare nuove forme, ovviamente diverse, di discriminazione, di razzismo, di odio etnico e di odio religioso”. Preservare la memoria è “doveroso”, ha concluso Fini, affinché “non si ritorni mai più a un’epoca nella quale si può teorizzare la superiorità di un uomo rispetto a un altro per colore della pelle, razza o religione”.