Finisce, per ora, la carriera diplomatica di Mario Vattani, console generale a Osaka (Giappone), richiamato dalla Farnesina in Italia. Vattani, leader del gruppo fascio-rock “Sotto fascia semplice” era stato ripreso in un video (lo scorso maggio), in occasione di un raduno organizzato da Casapound, in cui cantava versi contro i pacifisti e i disobbedienti, tipici del Ventennio fascista, e tendeva le braccia per il saluto romano. Il diplomatico ha lasciato il Giappone nel primo pomeriggio (ora locale), dopo aver ricevuto una “comunicazione ministeriale” con la richiesta “di presenziare di fronte alla commissione disciplinare” a Roma. A confermarlo è Giuseppe Semenza, capo della sezione amministrativo contabile del consolato di Osaka. Sin dall’inizio del suo mandato, il ministro Giulio Terzi aveva chiesto che la procedura a carico di Vattani fosse accelerata, sempre nel pieno rispetto dei diritti del console. La procedura dinanzi alla commissione disciplinare, dopo la notifica del richiamo, prevede che il diplomatico sia a disposizione per 10 giorni, rinnovabili per altri 10, fino a ulteriori e massimi 50 giorni “a metà assegno” (cioè a metà stipendio).

Il 45 enne proviene da una famiglia avvezza ai palazzi e alle relazioni internazionali: il padre Umberto era ambasciatore in Belgio e Germania, consigliere del primo ministro Andreotti ed ex segretario generale per la Farnesina. Vattani junior è conosciuto come Katanga negli ambienti della destra identitaria e ha fondato la band nel 1996, dopo una precedente esperienza come cantante negli Intolleranza. Nel 1989 fu coinvolto, e poi prosciolto, nel pestaggio di due ragazzi di sinistra davanti al cinema Capranica di Roma, a due passi da Montecitorio. Uno di loro, Andrea Sesti, ha spiegato al Fatto Quotidiano pochi giorni fa come per quell’episodio il console non abbia mai chiesto scusa: “Mario Vattani deve essere rimosso. Non si è mai pentito come dimostra quel video. E’ assurdo che rappresenti l’Italia a Osaka, la terza città giapponese”.

Dopo il concerto nazi-rock di Roma , il sindacato maggioritario della Farnesina (Sindmae) aveva avvertito: “La gravità di un comportamento che risultasse riconducibile all’apologia di fascismo in luogo pubblico da parte di un alto funzionario dello Stato è tale da non poter essere minimizzata né tralasciata. Il Sindmae ritiene non accettabile che venga gettata un’ombra sulla fedeltà dei diplomatici italiani ai valori fondanti della Repubblica”. Critico anche il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura: “C’e’ un sistema disciplinare e va seguito. L’atto è grave si va avanti e, a differenza del passato, si va avanti in fretta. La vergogna la sentiamo tutti e il giovane Mario Vattani dovrebbe sentirla anche lui. Lui rappresentava gli italiani e non le sue opinioni personali”, aveva detto De Mistura in una trasmissione televisiva. Duro anche il sindaco di Roma, Mario Alemanno, di cui Vattani fu consigliere diplomatico dal 2008 al 20011: “E’ un diplomatico che ha fatto una brutta performance. La Farnesina ha aperto un procedimento disciplinare e credo debbano esserci sanzioni”.