E’ durato poco più di nove anni il regno di Diego Cammarata alla guida della città di Palermo. Il sindaco del Pdl si è infatti dimesso stamattina a margine di una conferenza stampa tenuta nella sede di rappresentanza di Villa Niscemi. Nell’aria dai primi di gennaio, le dimissioni del primo cittadino palermitano sono arrivate proprio nel giorno in cui Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’annuale classifica di gradimento dei sindaci italiani. Classifica in cui a Cammarata è stato riservato l’ultimo posto. “Ho sempre considerato il mio ruolo di sindaco una missione alla quale dedicarsi per servire la collettività privilegiando sempre l’interesse generale e mai quello particolare. Ed è proprio per l’amore per la città e perché ho sempre pensato all’interesse generale e non quello mio personale che adesso ho deciso di dimettermi” ha detto il primo cittadino nel suo discorso di commiato.

Ma con le amministrative di primavera ormai alle porte la precipitosa auto defenestrazione di Cammarata – chiesta a più riprese soprattutto nell’ultimo periodo – è stata immediatamente fotografata dall’opposizione come una precipitosa fuga da una barca che sta affondando. “La parabola del centrodestra palermitano si è conclusa nel modo più vigliacco – ha commentato l’europarlamentare del Pd Rita Borsellino – . Cammarata si è dimesso per non affrontare l’enorme buco di bilancio creato con la sua amministrazione fallimentare. Per salvare il Comune, noi palermitani saremo costretti nei prossimi mesi a pagare un conto salatissimo e a sostenere sacrifici enormi. Altro che amore per la città. Il suo è l’ultimo atto di responsabilità di chi, supportato da una classe politica di centrodestra che adesso prova a riciclarsi, ha distrutto la nave e l’abbandona mentre affonda”.

Una nave quella di Cammarata che deve probabilmente parte del suo naufragio al capitolo riguardante i conti comunali. Da ottobre infatti sulla giunta Cammarata pende una dettagliata relazione del gruppo di Italia dei Valori a Sala delle Lapidi (la sede del consiglio comunale palermitano) secondo la quale sarebbero addirittura 261 milioni di euro i debiti fuori bilancio realizzati dal 2002 al 2010 dall’amministrazione di centro destra targata Cammarata. Più 28 milioni per il solo 2011. La parole di commiato di Cammarata hanno cercato di destare qualsiasi dubbio sul punto. L’ormai ex primo cittadino infatti dimettendosi ha detto di passare la mano con “l’orgoglio di lasciare i conti in ordine e un bilancio strutturalmente sano. Ho chiesto alla Ragioneria generale del Comune di predisporre un bilancio di fine mandato accompagnato da una relazione sullo stato delle nostre finanze per evitare che qualcuno straparli in maniera irresponsabile di un comune sull’orlo del dissesto o di grave situazione di indebitamento”.

Parole che sono andate di traverso ad Antonella Monastra, consigliere comunale del gruppo Un’Altra Storia. “Le parole del sindaco sono incresciose. E’ assurdo che parli di bilancio in ordine in una situazione del genere. Non esiste solo il bilancio formale ma nei fatti anche un bilancio parallelo, fatto di debiti fuori capitolo, che ha stravolto regolarmente negli anni quello approvato dal consiglio comunale. E’ assurdo anche che il presidente della Regione Raffaele Lombardo, a cui spetterà nominare il commissario, non abbia finora comunicato gli esiti dell’ispezione al comune di Palermo. E’ inutile nascondersi dietro Cammarata che è stato soltanto il simbolo debole dei mali di questa città”.

Dalla fine del 2009 infatti il governatore regionale Raffaele Lombardo aveva avviato un’ispezione per verificare la regolarità dell’azione amministrativa all’interno del comune di Palermo. Ispezione conclusa più di un mese fa e della quale non si ha ancora avuto alcun esito ufficiale: una vera e propria spada di Damocle che pendeva sulla testa di Cammarata. “Credo che una gestione commissariale costringerà la Regione ad assumersi piena responsabilità nei confronti di Palermo – ha detto l’ormai ex sindaco – Lombardo non lo ha fatto nel passato e con me sindaco non lo farebbe di certo nei prossimi mesi di campagna elettorale”. La risposta del governatore siciliano non si è fatto tardare “Diego Cammarata è il peggiore sindaco della storia di Palermo- ha detto Lombardo – . Ha distrutto una città meravigliosa e oggi fugge tentando di scaricare su altri le evidenti responsabilità della sua pessima amministrazione”. Critiche sono arrivate anche da storici alleati di coalizione come Marianna Caronia, deputata regionale del Pid ed ex vice sindaco, che su Twitter scrive “Cammarata ha lasciato l’incarico… una buona notizia, ma avrebbe dovuto farlo prima!”.

Adesso spetterà al Governatore Lombardo nominare il commissario che, coadiuvato da due vice, prenderà il posto di Cammarata. “La mossa delle dimissioni – avverte sempre la Monastra – potrebbe anche essere squisitamente politica. Sarebbe il caso che Lombardo nominasse un commissario super partes, lontano da qualsiasi partito.” Tra i punti caldi nell’agenda del nuovo commissario ci sarà sicuramente la gestione delle società municipalizzate (Gesip e Amia) che a marzo vedranno scadere i contratti temporanei, ottenuti a dicembre dopo mesi di contrattazioni.

Per Diego Cammarata invece potrebbe addirittura aprirsi una carriera in Mediaset sponsorizzato addirittura da Renato Schifani. Nel frattempo è ancora in corso il processo che vede l’ex sindaco alla sbarra con l’accusa di avere utilizzato per fini personali un operaio della società comunale Gesip, che invece di andare a lavorare faceva gli da skipper sulla barca di famiglia, occupandosi della manutenzione e dell’affitto ai turisti.