Non è un buon Natale.

Non lo è nella Val di Susa militarizzata, dove lo Stato è ormai “cosa altra” e sente più solo l’odore dei soldi e non già lo strazio dell’ambiente e di chi ci vive.

Non lo è a Genova, dove sei persone avevano festeggiato il Natale 2010 e non sono arrivate a mangiare il panettone di quello 2011. Grazie ad una classe politica replicante di se stessa, per la quale il lottizzatore conta molto più del geologo.

Non lo è a Pompei, dove un ennesimo crollo testimonia di quanto lo Stato tenga in considerazione la tutela del suo immenso patrimonio culturale, gestito da quei vandali così sapientemente descritti da Stella e Rizzo.

Non lo è nei Parchi Nazionali, talora commissariati, ma pur sempre in bolletta.

Ma non lo è  neppure per tutti noi costretti a vivere in questo ben misero paese dove quest’anno è aumentato vieppiù il divario fra ricchi e poveri e i poveri sono costretti a svolgere lavori disumani e disumanizzanti fino alla soglia della fossa, dove là sì che saremo di nuovo tutti uguali.

Non è un buon Natale per la decrescita, lo è per la recessione.

Non è un buon Natale, ma ci resta il cinema, che ci aiuta a sognare un mondo migliore . Andate a vedere o scaricate Miracolo a Le Havre, per vivere un’ora e mezza di autentica partecipazione emotiva con il nostro prossimo accompagnati per mano da Aki Kaurismaki.

E pur tuttavia… Buon Natale.