Con l’esclusione dell’anno di servizio militare dai 40 anni necessari per accedere alla pensione di anzianità senza requisiti anagrafici, di fatto si ritarda l’uscita dal lavoro per circa 80.000 uomini con un risparmio a regime per le casse dello Stato che dovrebbe variare tra uno e 1,5 miliardi.

Secondo “stime attendibili” riportate dall’agenzia Ansa, è ipotizzabile che oltre la metà dei pensionati di anzianità (circa 134.000 nel 2010, anno però con un dato boom a fronte del 2009 e 2011) abbia cominciato a lavorare molto presto utilizzando per arrivare ai 40 anni anche l’anno di servizio militare. Per circa 80.000 persone quindi si potrebbe prospettare un rinvio dell’uscita dal lavoro con la necessità di calcolare solo gli anni effettivi di servizio escludendo l’anno riservato al servizio miliare prestato durante il lavoro. Anno questo (come d’altra parte quelli di università eventualmente riscattati) che sarà però considerato sul fronte contributivo quando si tratterà di calcolare l’importo della pensione.

Il risparmio per le casse dello Stato a regime potrebbe superare il miliardo. Se infatti si considera una pensione di anzianità media di poco meno di 20.000 euro l’anno per circa 80.000 lavoratori bloccati per un anno, il risparmio che si potrebbe ottenere con l’esclusione del servizio militare nel calcolo degli anni di servizio necessari alla pensione di anzianità con 40 anni di contributi potrebbe arrivare a regime, intorno al 2014 a 1-1,5 miliardi.