“Un grande corteo pacifico senza infiltrazioni marcia contro la Tav. Gli scontri sono nella zona nord del cantiere, dove alcuni gruppi di giovani si dirigono verso il cantiere ma vengono fermati dai lacrimogeni”. Dalla Val Susa la corrispondenza audio di Lorenzo Galeazzi

Galeazzi dalla Val di susa by ilfattoquotidiano.it

“Abbiamo ripreso la baita alla Maddalena”. Così Alberto Perino ha annunciato al temine del lungo corteo che da Chiomonte ed Exilles è arrivato al ponte della Centrale, davanti allo sbarramento delle forze dell’ordine. Nessun contatto fisico con i manifestanti, che hanno potuto rioccupare in tutta tranquillità le posizioni dell’ex presidio confluendo da Ramats, da Giaglione e dai boschi circostanti, mentre gli agenti sono rimasti asserragliati dietro alle recinzioni dove dovrebbero iniziare i lavori. Le posizioni sono ora tenute da un migliaio di manifestanti. Mentre scriviamo si segnalano tensioni nei pressi del Museo della Maddalena, dove i manifestanti sono stati respinti dal lancio di lacrimogeni. Alcuni sono scappati nei boschi rincorsi dagli agenti, sui parla di due feriti, mentre alla Centrale comincia ad arrivare l’odore dei lacrimogeni e si invitano le famiglie ad affrettarsi verso il paese.
L’imponente manifestazione, partita verso le 10 in contemporanea da Chiomonte e da Exilles, ha riunito i due cortei lungo la statale per poi tornare verso Chiomonte. La stima più realistica parla di 70.000 persone solo nel corteo principale, mentre altre 5.000 sono sfilate da Giaglione e altre decine sparse nei boschi. Persone da tutta Italia si è riuniti ai valsusini in un abbraccio testimoniato in questi giorni da migliaia di attestazioni di solidarietà da decine di città.
In testa al braccio partito dalla stazione di Chiomonte gli striscioni “La valle di Susa esige rispetto. No Tav, No Mafia”, “A mani nude, a mani pulite. No Tav, No mafia” e “Restiamo sani”, per poi lasciare il posto di testa agli amministratori della valle. Un serpentone colorato ed eterogeneo, moltissimi i giovani, ma anche le famiglie e gli anziani, qualcuno porta il caschetto appeso alla cintola, qualcuno la maschera antigas, ma la stragrande maggioranza sembra non pensare nemmeno lontanamente ad uno scontro con la polizia.
Al bivio per Ramats il corteo ha proseguito per Chiomonte, lungo il tracciato concordato con la Questura, mentre una quindicina di persone ha deviato in salita per Ramats. Uno di loro accusa dall’alto la maggioranza di servilismo verso le “leggi dei padroni”, redarguito pesantemente dagli altri manifestanti. La festa continua, con l’elicottero che sorvola a turno la Maddalena e il corteo. E con qualche preoccupazione in più per i presidianti alla Maddalena

di Roberto Cuda