Due proiettili che gli hanno trapassato la coscia, ma senza colpire alcun osso. E’ stato gambizzato Andrea Antonini, 40 anni, consigliere circoscrizionale del XX municipio di Roma – zona Cassia-Flaminia – e vicepresidente del movimento di estrema destra CasaPound, mentre si trovava poco prima delle 15 all’altezza del civico 872 di via Flaminia Nuova, nei pressi del centro commerciale Euclide. Due uomini, anche loro a bordo di uno scooter e con il viso coperto dal casco integrale, si sono avvicinati, hanno appoggiato una pistola di piccolo calibro sulla coscia di Antonini e hanno sparato contro il consigliere, che fa parte del gruppo misto ed è stato eletto nelle file de La Destra. ”Non so chi possa essere stato. Forse mi hanno scambiato per qualcun altro”, è il primo commento di Antonini, che è in ospedale ma sta bene. Ha anche un occhio nero, ma a chi gli ha chiesto se fosse una conseguenza dell’aggressione, ha risposto: “Macchè! questo me lo sono fatto in palestra”.

La Procura di Roma ha aperto un’indagine contro ignoti per lesioni aggravate e non esclude ancora nessuna pista. Pare tuttavia che le indagini si stiano orientando – almeno in questa prima fase – su una possibile matrice interna agli ambienti di estrema destra. Ma non è tralasciata la possibilità di un’azione dell’area antagonista che, durante le ultime occupazioni organizzate da CasaPuound Italia, ha risposto con violente manifestazioni. Le ultime, a inizio aprile, quando gli aderenti a Cpi hanno occupato prima una scuola e poi un palazzo per risolvere il problema abitativo di una ventina di famiglie romane. Più di 50 esponenti dell’area antifascista erano stati denunciati. Marco Perina, vicepresidente Pdl del XX municipio e assessore alla cultura, dichiara a ilfattoquotidiano.it: “Stamane era in commissione cultura con me, era tranquillo, propositivo come sempre, poi un’ora dopo un consigliere lo ha raccolto ferito in strada e accompagnato in ospedale. Andrea – aggiunge – era riuscito a raggiungere in motorino il municipio con quella brutta ferita”. Perina non fa ipotesi sul movente dell’agguato, però dichiara: “Non credo sia da inquadrare come un agguato di tipo antagonista, magari qualcuno cerca di spostare, invece, l’attenzione da qualcos’altro, facendo passare questo episodio come una ritorsione tra opposti estremismi”.

Andrea Antonini lavora all’Astral – Azienda Strade Lazio – e ha cominciato la sua carriera politica a 16 anni con la militanza nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi. Nella stessa formazione ha poi ricoperto anche incarichi dirigenziali. Fino a quando nel 2002 viene chiamato dall’allora presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, a far parte della sua segreteria politica. Resta fino al 2005, quando entra a far parte del movimento di estrema destra CasaPound, di cui adesso è vice presidente. Nel 2008 viene eletto consigliere municipale con delega allo sport. Antonini, tra le sue attività, collabora anche con il mensile ‘Occidentale‘ e il periodico ‘Fare Quadrato‘ ed è dirigente sindacale dell’Ugl.

Il consigliere è tra i 12 indagati che la notte del 4 novembre del 2008 fecero irruzione negli studi Rai di via Teulada e tentarono un blitz durante il programma ‘Chi l’ha visto?‘. La trasmissione, secondo gli estremisti neri, era colpevole di avere mandato in onda immagini inedite degli scontri avvenuti a piazza Navona pochi giorni prima tra studenti di destra e di sinistra. Insieme a lui è indagato anche il presidente di Casapound, Gianluca Iannone. Entrambi sono accusati di concorso in violenza e minacce aggravate a incaricati di pubblico servizio.

“Siamo sotto choc”, fanno sapere i militanti vicini ad Antonini, convinti che l’aggressione sia “la reazione alle battaglie sociali che portiamo avanti”, dichiarano. Della stessa idea anche l’altro vicepresidente di Cpi, Simone Di Stefano, secondo cui “forse l’attività politica di CasaPound ha dato fastidio a qualcuno”. “Noi non puntiamo il dito contro nessuno”, ha aggiunto il presidente Gianluca Iannone, “Ma qualunque follia ci sia dietro tutto questo, l’unica cosa certa è che CasaPound Italia non si lascia intimidire”. Piena solidarietà è arrivata da Dario Ginefra, deputato del Pd, nonostante consideri Casapound “un’organizzazione la cui legittimità è tutta da verificare”. Timore è invece stato espresso dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno: “Non vorrei che questo gravissimo episodio ci riportasse a un clima da anni di piombo”.